Image

Un'opera di Aurore Valade da Gagliardi & Domke

Image

Un'opera di Aurore Valade da Gagliardi & Domke

Una ripartenza scattante

Molta fotografia, ma anche pittura, scultura e installazioni in «Re-Opening», la riapertura concertata delle gallerie torinesi

Image

Franco Fanelli

Leggi i suoi articoli

Isolamento e clausura hanno lasciato il segno; lo si vede nel «Re-Opening» con il quale, il 16, il 17 e il 18 giugno, un gruppo di galleristi aderenti all’associazione TAG, Torino Art Galleries riparte proprio nella fase in cui, generalmente, termina la stagione del mercato dell’arte. «Inside» (sino al 19 settembre), è infatti il tema scelto da Alberto Peola per la collettiva composta da Fatma Bucak, Paola De Pietri, Eva Frapiccini, Gioberto Noro, Paul Graham, Simone Mussat Sartor, interpreti di spazi chiusi, reali o mentali, abitati o abbandonati.

Un reportage dai giorni della fase acuta del Covid19 è offerto da Febo&Dafne attraverso la personale di Stefano Strabges dal titolo «Quell’anno in cui…Life: The times of the virus» (sino al 20 giugno), anteprima di un progetto dedicato al periodo in cui la città di Torino ha fatto i conti con l’emergenza sanitaria. «Respira!» è invece l’esplicito invito lanciato d a Gagliardi e Domke ancora una volta tramite la fotografia, quella di Aurore Valade: 11 gli scatti fotografici dedicati alla categoria falcidiata dalla pandemia, quella degli anziani.

Un dialogo tra fotografia, pittura e cinema (con suggestioni da Godard e Sokurov) è intessuto da Paolo Leonardo per accompagnare il visitatore, da Raffaella De Chirico (sino al 31 luglio) negli spazi interni ed esterni della galleria. La fotografia tiene banco anche da Riccardo Costantini (sino al 19 settembre) con Mario Daniele e i suoi polittici, rivisitazione, talora, dell’estetica modernista.

Il tam-tam online che ha caratterizzato tutta la primavera ormai alla fine sembra avere una sua traduzione finalmente concreta in «Canti concatenati» (fino al 31 luglio), ispirata al Renga, un componimento poetico e polifonico giapponese avviato dalla strofa di un autore a cui via via si aggiungono i versi di poeti ogni volta diversi. In mostra, è stato Francesco Barocco a dare il «la», seguito da altri artisti che hanno scelto ciascuno un’opera «intonata» alla precedente, sino a giungere a un dipinto di Salvo, con un dipinto individuato nell’Archivio dell’artista scomparso nel 2015.

L’isolamento non è solo angoscia, ma anche monacale meditazione «In letizia». A questa condizione dell’anima fanno capo le opere di Mario Airò realizzate nel 2019-20 e allestite da Tucci Russo sino al 3 ottobre. Il colore e il respiro della natura caratterizzano altre mostre. È il caso delle «Armonie cromatiche» (sino all’11 luglio) create da Nicolas Howey e Stefano Peroli con i loro dipinti astratti esposti da In Arco. Oppure di February James, che alla Luce Gallery sino al 14 luglio riapre la sua personale « I Painted Flowers For You».

Splendide immagini fotografiche, qualcosa di più di una semplice documentazione diinterventi site-specific  di Nils-Udo, interprete della corrente Art in Nature (in cui la Land Art si apre a istanze ambientaliste), sono allestite da Photo&Co. Weber & Weber si affida a una composita formazione di venti artisti, alcuni dei quali già apparsi in galleria negli ultimi quarant’anni e altri che vi esordiscono. In «Visitazioni/Rivisitazioni» si va dalla fotografia (Silvie Romieu, Vasco Antolini) alla pittura (Horiki Katsutomi), da opere storiche (come le sculture di Aldo Mondino e Antonio Violetta), a opere più recenti. Tra gli altri artisti scelti, Chiara Dynys, Fausto Bertasa e Gioachino Pontrelli.

C’è infine chi riapre e insieme riparte con una nuova sede: Giorgio persano in questo periodo è impegnato nel trasloco a Palazzo Scaglia di Verrua, piccolo gioiello nel centro storico di Torino; Franco Noero compie il percorso inverso: lascia il «salotto» di piazza Carignano per ampliare la sede già in funzione in periferia di via Mottalciata, arricchita da mille metri quadrati di giardino. Qui è allestita sino al 5 settembre «Entre o céu e o inverno», una retrospettiva sugli ultimi quindici anni di lavoro dell’artista brasiliano Marepe, autore di sculture ottenute con l’assemblaggio di oggetti d’uso comune.

Le mostre sono accessibili con ingressi contingentati dal 16 al 18 giugno prenotando l’orario di visita contattando le singole gallerie o recandosi direttamente in mostra dalle 14 alle. Nei giorni successivi e fino alla fine luglio sarà possibile visitare le mostre negli orari di apertura usuali di ciascuna galleria. Il tour attraverso le mostre disposte nella città è illustrato dal sito.

Un'opera di Aurore Valade da Gagliardi & Domke

Una scultura di MAREPE da Franco Noero

L'allestimento della nostra «Canti concatenati» da Norma Mangione

Franco Fanelli, 15 giugno 2020 | © Riproduzione riservata

Altri articoli dell'autore

Il maestro della videoarte si è spento a 73 anni per complicazioni dovute all’Alzheimer. Lo ricordiamo con un articolo di Franco Fanelli uscito a marzo dello scorso anno nella rubrica Primattori 

I lettori del Giornale dell’Arte votano, a sorpresa, l’uomo che ribaltò ogni canone dell’arte come l’ideale «artista europeo»

L’irriverente maestro, partendo da Fluxus, ha reso arte sé stesso e le sue celebri «écritures» dalla grafia provocatoriamente infantile: «L’art est inutile», «Amo gli spaghetti», «Dimentica che mi dimentichi»...

L'8 e 9 giugno abbiamo dato il nostro voto ai politici candidati al Parlamento Europeo. Ma se le liste fossero state composte da artisti, chi avremmo eletto? Chi di loro, oggi, incarna non tanto l’europeismo, ma la cultura e la tormentata, contraddittoria storia del nostro Vecchio Continente?

Una ripartenza scattante | Franco Fanelli

Una ripartenza scattante | Franco Fanelli