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Stefano Luppi
Leggi i suoi articoliÈ appena partita, e si protrarrà per due anni, la prima fase (cui ne seguirà subito una seconda) del restauro dell’imponente Torrione degli Spagnoli o di Galasso del Palazzo dei Pio, l’edificio signorile che domina la città, passato di proprietà dallo Stato al Comune di Carpi nel 2014.
Il Torrione venne costruito tra il 1440 e il 1450 unendo due precedenti torri, supera i 1.200 metri quadrati di superficie e ha una pianta rettangolare articolata su tre piani con sottotetto e stanze dalla volta a crociera. Durante i saggi compiuti negli anni postsisma del 2012 (è chiuso da allora e solo di recente è stato riaperto per sporadiche visite guidate), sono stati individuati ampi affreschi databili a metà Quattrocento e riferibili alla scuola ferrarese. Nel Torrione, che i documenti definiscono anche Torrazzo, dimorò per un periodo Galasso II Pio (1418-65) e poi Gilberto II che ne definì l’attuale assetto strutturale e distributivo.
Con la cessione agli Estensi di Ferrara e Modena, nel 1500, partirono subito gli interventi da parte del duca Ercole I d’Este e del suo ingegnere di fiducia, Biagio Rossetti, documentato a Carpi nell’aprile 1502 «per vedere la reparatione quale bixognava a questo Turriono».
Dopo gli Estensi, l'edificio diventa di proprietà della monarchia e poi dello Stato italiano prima di entrare appunto nel patrimonio pubblico locale.
«Eravamo pronti con un progetto da presentare proprio nei giorni del terremoto 2012, spiegano la direttrice di Palazzo dei Pio Manuela Rossi e l’assessore comunale alla Cultura Simone Morelli. Dovemmo cambiare tutto e due anni dopo l’edificio divenne comunale, come lo era da sempre tutto il resto del Palazzo dei Pio, grazie a Carla di Francesco, all’epoca direttore regionale per i Beni culturali e paesaggistici dell’Emilia Romagna. Una volta completati i lavori, il Torrione diverrà un monumento di se stesso. Nel Salone dello Zodiaco al piano terra verrà collocata la biglietteria per l’intero palazzo che ospita i Musei comunali e il Museo Monumento al Deportato gestito da Fondazione Campo di Fossoli (che mantiene il suo ingresso storico). Le sale affrescate soprastanti, utilizzate nei secoli come alloggio del Podestà, magazzini del sale e carceri, diverranno visitabili e saranno attrezzate per mostre. Da lì si partirà per la visita alla Pinacoteca che al termine del restauro sarà allestita nelle cosiddette Stanze del Vescovo, con opere dei Musei Civici. I musei che hanno sede nel Palazzo dei Pio registrano oltre 50mila visitatori stabilmente da tre anni e questi numeri ci pongono tra le istituzioni più frequentate della provincia e della regione».
Le due fasi del restauro del Torrione supereranno i 6 milioni di euro, concorreranno i fondi del sisma, il Comune (attraverso un’assicurazione) e la Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi. Il primo stralcio, di 3,5 milioni di euro, servirà per le opere strutturali di consolidamento, per la riqualificazione delle facciate e per il restauro degli apparati decorativi interni. La seconda tranche di lavori da 2,5 milioni di euro prevede impianti e allestimenti, compreso quello della nuova Pinacoteca, con dipinti di pittura emiliana, da Palma il Giovane a Mattia Preti, ai Carracci e altri artisti fino al XIX secolo.
Il Torrione degli Spagnoli
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