Image

Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine

Image

«Collaborations By Inform», 2022, Cortesia Khalil Rabah

Image

«Collaborations By Inform», 2022, Cortesia Khalil Rabah

Un museo palestinese in Fondazione Merz

L’opera nomade di Khalil Rabah per la prima volta a Torino

Jenny Dogliani

Leggi i suoi articoli

Palestinese, nato a Gerusalemme nel 1961, Khalil Rabah ha inaugurato nel 2003 «The Palestinian Museum of Natural History and Humankind (Museo palestinese di storia naturale e umanità)». È il suo progetto più noto, un’opera concettuale concepita sotto forma di museo nomade con vari dipartimenti, dalla geologia alla botanica, alla paleontologia, tutti destinati a esplorare il contesto sociale e politico palestinese. Non ha una sede fisica vera e propria, ma consiste piuttosto nella presentazione di volta in volta di opere d’arte, reperti e manufatti. Fino al 28 gennaio un’estensione di questo straordinario museo arriva per la prima volta a Torino, nella Fondazione Merz, in una proposta espositiva curata da Claudia Gioia.

I grandi spazi modernisti dell’ex centrale termica delle Officine Lancia, sede dal 2005 della Fondazione intitolata al maestro dell’Arte povera Mario Merz, si trasformano in un cantiere archeologico che il visitatore è invitato a percorrere alla scoperta di oggetti, testimonianze e indizi che insieme confluiscono in un racconto storico aperto alla libera interpretazione di ciascuno di noi, designando il museo non come mero contenitore o espositore di oggetti, ma quale luogo in cui apprendere, comprendere e interpretare correttamente la storia. «La pratica artistica di Khalil Rabah spazia tra pittura, scultura e installazione per costruire un’analisi lu- cida e attenta della storia e delle sue interpretazioni, mettendone in discussione le modalità narrative e la percezione che generano. Tematiche fondamentali come il cambiamento, la memoria e l’identità si intersecano nei suoi lavori, creando nuovi modi di rappresentare le comunità e i rapporti che le compongono», spiegano dal museo.

«Collaborations By Inform», 2022, Cortesia Khalil Rabah

«Collaborations By Inform», 2022, Cortesia Khalil Rabah

Jenny Dogliani, 31 ottobre 2023 | © Riproduzione riservata

Altri articoli dell'autore

La Power Station of Art di Shanghai amplia la propria identità con Espace Gabrielle Chanel, un nuovo spazio pubblico di 1.700 metri quadrati progettato da Kazunari Sakamoto e sostenuto dal Chanel Culture Fund

MetodoContemporaneo ha presentato la prima ricerca nazionale che mappa le cantine italiane impegnate nel dialogo tra arte contemporanea e paesaggio vitivinicolo, che trasforma territori, comunità e modelli di sviluppo, segnando un passaggio dalla semplice ospitalità culturale a una vera responsabilità verso il paesaggio

Una nuova linea di skiwear tecnico integra nella progettazione di materiali performativi altamente tecnologici i procedimenti visivi dell’artista

Una mostra, un libro, un podcast e dieci nuove creazioni per suggellare una forma di diplomazia culturale applicata al lusso

Un museo palestinese in Fondazione Merz | Jenny Dogliani

Un museo palestinese in Fondazione Merz | Jenny Dogliani