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Francesco Tiradritti
Leggi i suoi articoliGli scavi della missione archeologica egitto-tedesca che indaga un’ampia area del quartiere di Matariya a non troppa distanza dall’aeroporto del Cairo si protraggono da anni chiarificando una situazione stratigrafica di estremo interesse. Nella località sorgeva la città di On (la greca Eliopoli), sede del più importante e antico culto solare praticato in Egitto.
Nel 2015 erano già stati riportati alla luce i resti di un edificio religioso risalente al regno del sovrano Nectanebo I (380-363 a.C.). Gli scavi più recenti hanno consentito di precisarne la datazione agli anni 367-366 a.C. grazie alle iscrizioni geroglifiche incise su alcuni blocchi della decorazione. Il recupero di ulteriori elementi architettonici ha anche consentito di appurare che un importante rimaneggiamento dell’edificio religioso dovette essere avvenuto in epoca ramesside.
Lo testimoniano, tra l’altro, il capitello di una colonna a fascio di papiri con i cartigli di Ramesse II (1279-1213) e la parte superiore di una statua di Seti II (1204-1198). Di questo sovrano non sono note molte effigi. Il suo breve regno si pone alla fine della XIX dinastia, un periodo caratterizzato da una crisi delle istituzioni che trova riscontro nell’arte del periodo, la cui indagine è resa difficoltosa dall’usanza diffusa di appropriarsi di monumenti più antichi.
Anche la statua di Seti II, ritrovata dalla missione egitto-tedesca, sembrerebbe essere il risultato di tale pratica. Lo dichiara da subito la posizione del cartiglio reale, inciso sulla spalla sinistra. Sono però i lineamenti del viso ad attribuire l’impressione che il monumento sia stato prodotto in epoca più antica, molto probabilmente nel corso del regno di Ramesse II.
L’appropriazione da parte di Seti II di una statua del predecessore rappresenterebbe la vivida manifestazione del desiderio di aspirare a un regno altrettanto lungo e pacifico che diventerà un motivo ricorrente nella XX dinastia, composta da sovrani tutti con il nome di Ramesse a esclusione dell’iniziatore.
Blocco con la decorazione dell’edificio religioso risalente al regno del sovrano Nectanebo I (380-363 a.C.)
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