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Stefano Miliani
Leggi i suoi articoliNell’ex chiesa di San Luigi in via Maestà delle Volte, poi sede umbra dell’Enciclopedia Treccani e infine negozio di moda, sono emersi inediti affreschi di Niccolò Circignani detto il Pomarancio (1520/30 ca-dopo il 1597).
Li hanno scoperti i restauratori della cooperativa Kyanos diretti da Carla Mancini che racconta: «Nelle parti già in luce un cartiglio riporta il 1568 e la firma dell’artista. Durante la fissatura della pellicola pittorica abbiamo intravisto sotto la scialbatura vaste tracce di figure. La Soprintendenza ci ha autorizzato a descialbare. Una parte, di 6 metri quadrati circa, rappresenta un vecchio e un giovane che sorreggono un’architrave su cui c’è una scena biblica, l’altra è più piccola, vede due cariatidi e, sopra, una contrapposizione tra uomini e donne».
L’affittuario, Jacky Deng, un imprenditore cinese che ha studiato a Perugia si è fatto totalmente carico della spesa, intorno ai 25mila euro.
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140 associazioni hanno inviato un appello alla presidente della Regione e alla Giunta per chiedere l’annullamento del progetto già bocciato da Ministero e Soprintendenze. Via libera del Consiglio di Stato. Il 13 gennaio è prevista un’udienza al Tar dell’Umbria
Lo riferisce un articolo di prossima pubblicazione sulla rivista accademica «Archeometry» dell’Università di Oxford, frutto di un lavoro di squadra: dopo aver esaminato alcuni campioni e confrontato i risultati con le banche dati, si è arrivati a supporre che l’evento ha avuto luogo tra i 4.200 e i 2.200 anni fa
«We Were Here», il documentario di Fred Kudjo Kuwornu presentato alla Biennale di Venezia del 2024, è in corsa per le nomination alle statuette di Los Angeles. «Nel ’500 e ’600 troviamo soggetti neri anche in dipinti di artisti famosi. Ho cercato di intercettare quel momento dell’Europa in cui la razza non era una categoria su cui costruire differenze o un’ideologia razzista», racconta il regista
Sei anni fa il critico d’arte insultò l’allora presidente di Italia Nostra, contraria al prestito al Louvre del foglio di Leonardo. Dopo sei anni la vicenda si chiude con scuse via social e «una stretta di mano a distanza»


