Image

Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine

Image
Image

Pietre per pregare

Pietre per pregare

Laura Lombardi

Leggi i suoi articoli

La ricchezza del territorio da Fiesole ad Artimino è illustrata dalla trentina di reperti inediti riuniti dal 19 marzo al 30 giugno nella mostra a piano terra del Museo di Palazzo Pretorio, «L’ombra degli Etruschi. Simboli di un popolo fra pianura e collina», su progetto scientifico di Giuseppina Carlotta Cianferoni (Polo Museale della Toscana), Paola Perazzi, Gabriella Poggesi e Susanna Sarti (Soprintendenza Archeologica della Toscana), in collaborazione con Rita Iacopino.

Nella prima sezione troviamo manufatti provenienti dall’area dove fu fondata Gonfienti nel VI secolo a.C., tra cui una decina di figure di devoti in bronzo e suppellettili quali la notevole kylix attica a figure rosse, attribuita al celebre pittore ateniese Douris. Il percorso poi conduce alle figure in pietra, che testimoniano la produzione delle cosidette «pietre fiesolane», parte integrante dei tumuli sacri posti lungo il corso dell’Arno e dei suoi affluenti, dove gli Etruschi si fermavano lungo il cammino per pregare.

Oltre a prestiti privati, le opere provengono dal Museo Archeologico di Firenze e dal Museo di Artimino, da Casa Buonarroti, dal Musei di Fiesole, Dicomano e dalla Villa Medicea di Cerreto Guidi. L’allestimento è dell’architetto Francesco Procopio. Il catalogo (Edifir) presenta l’intero repertorio aggiornato della pietre fiesolane, oltre cinquanta esemplari, offrendo materia di approfondimenti sulla distribuzione sul territorio, l’iconografia, le iscrizioni e le relazioni culturali: un lavoro che si è avvalso della collaborazione dell’etruscologo Adriano Maggiani e dell’archeologo Gregory Warden. 

 

Laura Lombardi, 12 marzo 2016 | © Riproduzione riservata

Altri articoli dell'autore

In occasione di Pitti Uomo 110 all’ex Teatro dell’Oriuolo un progetto espositivo e installativo dello IED che esplora il dialogo tra moda, arti visive e pratiche editoriali

L’Opificio delle Pietre Dure ha restaurato la Croce Reliquiario della Passione, superba opera di oreficeria del Sei-Settecento conservata al Museo dell’Opera del Duomo di Firenze

Al Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci un’ampia selezione di lavori dalla raccolta del collezionista pratese e una lettura nuova del lavoro di una delle esponenti più rappresentative della fotografia «al femminile»

Nato dal dialogo diretto tra il fotografo e i lavoratori della cantina toscana, il progetto site specific curato da Ilaria Bonacossa a Bargino riflette anche su quanto il cambiamento climatico abbia un impatto sulla produzione vinicola

Pietre per pregare | Laura Lombardi

Pietre per pregare | Laura Lombardi