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«Stephen Brech, Bride & Groom. New York» (1970) di Arthur Tress (un particolare) © Arthur Tress. Cortesia della Paci Contemporary Gallery

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«Stephen Brech, Bride & Groom. New York» (1970) di Arthur Tress (un particolare) © Arthur Tress. Cortesia della Paci Contemporary Gallery

Paris Photo primeggia nel settore della fotografia

La 26ma edizione della fiera parigina dai grandi autori contemporanei si allarga a quelli emergenti

Luana De Micco

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Dal 9 al 12 novembre torna la fiera internazionale della fotografia, Paris Photo, alla sua 26ma edizione. Per l’ultimo anno le circa 180 gallerie presenti espongono nel Grand Palais Éphémère, il padiglione temporaneo degli Champs-de-Mars, prima del ritorno al Grand Palais, nel 2024. Nata nel 1996, Paris Photo ha accolto nel 2022 più di 60mila visitatori (il 40% dei quali internazionali), confermando il suo posto di prima fiera mondiale dedicata alla fotografia.

Il contesto del mercato della fotografia resta favorevole: secondo il sito specializzato Artprice, nel 2022 più di 24mila lotti sono stati venduti all’asta (+75% in dieci anni), un dato record (nel 2021 erano 22.500). «Questa edizione, presentata con Anna Planas, la nostra direttrice artistica, introduce nuovi orientamenti curatoriali e spinge più lontano i limiti del medium fotografico», ha dichiarato la direttrice Florence Bourgeois. La sezione principale presenta i lavori di grandi nomi della fotografia contemporanea, come Zanele Muholi (da Yancey Richardson, New York), di recente protagonista di una monografica alla Mep-Maison Européenne de la Photographie di Parigi, e Victor Burgin (da Thomas Zander, Colonia), i cui lavori fino a gennaio sono presentati al Jeu de Paume, oltre a Carrie Mae Weems (da Fraenkel, San Francisco) e Ming Smith (da Jenkins Johnson, New York).

Le gallerie italiane presenti sono: Alberto Damian di Treviso, Die Mauer di Prato, Paci di Brescia, Studio G7 di Bologna, M77, Montrasio Arte, Podbielski Contemporary, Viasaterna e Ncontemporary di Milano. Montrasio Arte presenta una mostra tematica, curata da Giangavino Pazzola, intorno alla serie «Atlante» di Luigi Ghirri del 1973.

I «solo show» sono una ventina, tra i quali anche quello di M77 dedicato a Nino Migliori. Studio G7 propone i lavori di tre artisti italiani, Daniela Comani, Paola De Pietri e Franco Guerzoni, che riflettono sulle trasformazioni del paesaggio rurale e urbano. Viasaterna e Large Glass di Londra propongono Guido Guidi (82 anni), pioniere della nuova fotografia italiana di paesaggio. NContemporary espone Walter Niedermayr, Cristian Chironi ed Erin O’Keefe, mentre Alberto Damian allestisce i reportage d’attualità di Giovanna Borgese e Paola Agosti, e Paci gli scatti di Ralph Gibson e Leslie Krims.

Nello stand di Podbielski troviamo Gabriele Basilico e Francesco Jodice, da Die Mauer Sharon Formichella Parisi e Paolo Meoni. La sezione curata Curiosa, dedicata alla fotografia emergente, presenta 16 progetti inediti. È presente anche una galleria italiana, Red Lab di Milano, con il lavoro di Silvia Bigi. Quest’anno Paris Photo lancia una nuova sezione dedicata alla fotografia digitale, curata da Nina Roehrs, mentre la sezione «Edizioni» propone 35 espositori, tra cui gli editori bolognesi L’Artiere e Damiani, che allestiscono opere di Andrea Modica e Sandro Fabbri, per il primo, e di Mayan Toledano, Hiroshi Sugimoto e Andrew Dosunmu per il secondo.

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«Stephen Brech, Bride & Groom. New York» (1970) di Arthur Tress (un particolare) © Arthur Tress. Cortesia della Paci Contemporary Gallery

Luana De Micco, 07 novembre 2023 | © Riproduzione riservata

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