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Redazione GdA
Leggi i suoi articoliA Paestum gli imprenditori locali sono scesi in campo per preservare la memoria del passato dell’antica città. Tramite la piattaforma del Mibac ArtBonus la famiglia Borlotti dell’omonimo caseificio e la famiglia Pagano del Savoy Beach Hotel hanno donato un’ingente somma per i restauri del tempio di Atena, permettendo così interventi di pulitura (per contrastare la crescita della vegetazione tra le lastre di travertino) e manutenzione della guaina nelle parti alte dell’edificio a protezione dalle infiltrazioni d’acqua piovana.
La somma di 100mila euro invece, elargita dall’azienda di conserve alimentari D’Amico, è stata destinata alla manutenzione del tempio di Nettuno e (insieme a un’altra donazione) ha consentito il monitoraggio del monumento tramite il posizionamento di otto sensori per prevenire eventuali danni causati da fenomenti sismici.
Il progetto è frutto della collaborazione con il Dipartimento di Ingegneria civile dell’Università degli Studi di Salerno e il supporto dell’Università «La Sapienza» di Roma e dell’Università di Kassel in Germania. Soddisfatto il direttore del Parco Gabriel Zuchtriegel che auspica ulteriori forme di collaborazione con il settore privato in modo da garantire una manutenzione costante sui templi.
Il tempio di Athena a Paestum. © Berthold Werner CC BY SA 3.0
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