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Matelica non rinuncia alle sue opere

Matelica non rinuncia alle sue opere

Stefano Miliani

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Sono visibili in un deposito temporaneo, climatizzato, approntato nei sotterranei di Palazzo Ottoni, dipinti e sculture dal Museo Piersanti, dalla Pinacoteca Civica Raffaele Fidanza e da varie chiese, luoghi tutti inagibili per il sisma dello scorso 30 ottobre.

Su progetto scientifico di Giulia Spina, l’iniziativa intitolata «Matelica Museo aperto» è voluta dal sindaco e storico dell’arte Alessandro Delpriori con la Diocesi di Fabriano-Matelica e la Provincia francescana Picena per evitare quel dislocamento nel laboratorio di restauro di Ancona osteggiato in paese (cfr. n. 371, gen. ’17, p. 10).
 

Stefano Miliani, 13 luglio 2017 | © Riproduzione riservata

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L’affresco trecentesco «staccato» dalla Chiesa di San Giovanni Evangelista appartiene alla Diocesi ed è esposto nel Museo della Città. Federico Zeri lo aveva attribuito a Giuliano da Rimini, mentre Daniele Benati sostiene la paternità di Giovanni da Rimini

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Matelica non rinuncia alle sue opere | Stefano Miliani

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