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Stefano Miliani
Leggi i suoi articoliAl primo saggio di pulitura della Resurrezione la mano e il polso del braccio sinistro di Cristo levato verso il cielo svelano un incarnato chiaro a confronto di una pelle giallastra-marroncina. E così accade per il viso di un apostolo sulla destra dell’Ultima Cena.
Sono le due facce di un unico stendardo processionale che Tiziano dipinse a Venezia tra il 1542 e il 1544 per la Confraternita del Corpus Domini di Urbino su commissione dei Della Rovere. Probabilmente lo stendardo non andò mai in processione perché non mostra i segni di un’opera portata all’aperto.
Già nel 1545 infatti il pittore Pietro Viti separò le due facce trasferendole su due telai perché potessero essere esposte nella chiesa della Confraternita. Oggi sono conservate nella Galleria Nazionale delle Marche, ma attualmente si trovano nel Laboratorio Dipinti su tela dell’Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro di Roma per essere sottoposte a una profonda pulitura (finanziata dall’associazione L’Italia Fenice) per mano della restauratrice Carla Zaccheo coadiuvata da due diplomate Iscr: Francesca Borgioli e Maria Cristina Lanza.
«Il cielo della Resurrezione di un verde grigio è molto abraso, commenta Carla Zaccheo. I telai stanno bene, la foderatura tiene». Qual è la causa dell’oscuramento diffuso? «I dipinti presentano una vernice del Sei o Settecento a base d’uovo, riverniciature e altri ritocchi fatti per ridare vita ai colori ma ingrigitisi col tempo. Nella Resurrezione il primo saggio di pulitura nel cielo sopra il soldato a destra fa riemergere le nuvole altrimenti scomparse».
La pulitura tramite solventi, spiega la restauratrice, sarà graduale, calibrata in tre fasi. Federica Zalabra, storica dell’arte dell’Iscr, aggiunge: «A inizio Novecento si riteneva che la mano di Tiziano fosse maggiormente presente nell’Ultima Cena, oggi nella Resurrezione. In ogni caso è intervenuta la bottega».
«La pulitura era necessaria, rimarca il direttore del museo Peter Aufreiter. Confido che le due tele, le uniche di Tiziano rimaste a Urbino, tornino in estate. Abbiamo già due-tre richieste di prestito da grandi musei internazionali. Sono tra le poche opere che posso prestare per organizzare la mostra su Raffaello del 2019-20».
Dettaglio della pulitura nella «Resurrezione» di Tiziano. Foto Claudio Santangelo © Iscr-Mibact 2018
Stefano Miliani
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