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La Borghese con Fendi

Federico Castelli Gattinara

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Un accordo triennale centrato su Bernini e Caravaggio, per cui nasce un Research Institute

La Galleria Borghese festeggia i vent’anni dalla riapertura del museo annunciando una partnership triennale con Fendi che parte da subito, dalla grande mostra su Bernini che si inaugura il 31 ottobre e di cui già si vede la santa Bibiana (primo soggetto religioso scolpito dall’artista dopo i famosi gruppi per Scipione Borghese esposti al piano terra, che esce per la prima volta dall’omonima chiesa pure firmata dal Bernini) esposta nel portico della Galleria, per un restauro aperto. Bernini e Caravaggio sono due dei più importanti «asset» del museo, sia per il numero che per l’importanza delle opere. Ed è proprio su Caravaggio che si concentra il cuore della collaborazione con Fendi, maison che se non rivela le cifre che intende mettere a disposizione in questa partnership, negli ultimi sei anni ha speso ben dieci milioni di euro a Roma in restauri e interventi artistici vari, come la recente installazione «Foglie di Pietra» di Giuseppe Penone.

Questa volta, ed è una novità per Fendi, il suo contributo sosterrà il nascente Caravaggio Research Institute, centro internazionale di studi, diagnostica e ricerca storico-artistica dedicato specificatamente al pittore lombardo con sede alla Galleria Borghese, integrato da una piattaforma digitale, su modello elaborato dalla Normale di Pisa, che punta a diventare la più esaustiva banca dati online sull’artista, sulla scia di altre importanti esperienze internazionali come il Cranach Digital Archive di Düsseldorf: «Un’architettura complessa, sapiente e dinamica, spiega con orgoglio la direttrice della Borghese Anna Coliva, e un esempio che spero possa essere esportato». In realtà il progetto è ancora in parte da definire, per esempio nei rapporti con gli studi umanistici e scientifici sull’artista già esistenti e con i più avanzati centri di ricerca e database.

Per questo sarà utile il supporto del Comitato scientifico dove figurano esperti dal mondo delle università, come Francesca Cappelletti e Maria Cristina Terzaghi, e dai maggiori musei coinvolti che conservano opere di Caravaggio, come la National Gallery di Londra, con Gabriele Finaldi e Letizia Treves, il Louvre e così via. Per promuovere e divulgare il progetto, Galleria Borghese e Fendi hanno progettato anche una mostra di tre delle sei opere di Caravaggio del museo, il «San Girolamo», il «Giovane con canestro di frutta» e il «David con la testa di Golia», che dal 21 novembre saranno ospiti per la prima volta al Getty Museum di Los Angeles e poi in tour in altri musei d’eccellenza fino all’Estremo Oriente. Pietro Beccari, presidente e amministratore delegato di Fendi, dichiara: «Siamo orgogliosi di sostenere la Galleria Borghese, che è tra i più importanti e prestigiosi musei del mondo. È sempre più un valore fondante, oltre che morale, per Fendi, valorizzare, sostenere ed esportare l’arte italiana nel mondo, la sua eccellenza e i suoi talenti».

Federico Castelli Gattinara, 09 ottobre 2017 | © Riproduzione riservata

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