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Una veduta della passata edizione di Modenantiquaria

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Una veduta della passata edizione di Modenantiquaria

Gli antiquari a Modena per il quarto convegno

Nelle due sessioni (Antiquario Futuro il 13 febbraio, e Antiquario in Europa il 14) si discuterà sulle leggi vigenti sul commercio di opere antiche e su esportazioni, mostre antiquarie, codice deontologico, e-commerce e possibile detassazione degli acquisti di opere antiche

Ada Masoero

Giornalista e critico d’arte Leggi i suoi articoli

È dal 1997, quando organizzò a Siena il suo primo convegno, che Fima-Federazione Italiana Mercanti d’Arte è impegnata sul fronte della trasparenza del mercato antiquario e, al tempo stesso, sulla correzione delle storture della legislazione italiana che lo concerne. Il primo passo, a Siena, fu proprio la stesura di quel Codice deontologico che tutti gli associati sono tenuti a rispettare nella professione. Nel 2000, nel secondo convegno (a Bologna), si puntò sulla sensibilizzazione delle istituzioni riguardo ai problemi della categoria. Nel 2012 a Milano, il terzo convegno cercò nuove modalità di rapporto con Ministeri, forze dell’ordine, Soprintendenze e mondo politico, per rendere gli antiquari italiani competitivi sul piano internazionale.

Ora, nel quarto convegno, voluto dal presidente Fima Fabrizio Pedrazzini e curato dal past president Carlo Teardo, che si tiene alle Fiere di Modena il 13 e 14 febbraio, durante «Modenantiquaria» (11-19 febbraio), lo sguardo si allarga all’Europa. Nelle due sessioni (Antiquario Futuro il 13 febbraio, e Antiquario in Europa il 14) si discuterà sulle leggi vigenti sul commercio di opere antiche e su esportazioni, mostre antiquarie, ancora codice deontologico, e-commerce e possibile detassazione degli acquisti di opere antiche.

Come spiega Carlo Teardo, «grazie alla disponibilità del vicepresidente di Confcommercio, Carlo Massoletti, responsabile della nostra delegazione presso l’Unione Europea, il convegno si propone di riunire le Federazioni antiquarie europee al fine di creare un gruppo di pressione a Bruxelles per armonizzare le leggi e le norme dei diversi Paesi. In Italia abbiamo, infatti, leggi che c’impediscono di essere competitivi: non si è mai applicato, per esempio, il dispositivo europeo che esprime la soglia del valore sotto alla quale la procedura per l’esportazione è semplificata. Se uno straniero entra in una bottega e vuole acquistare un oggetto del valore di 50 euro ma con più di 70 anni, l’antiquario è obbligato a sottoporlo alla Soprintendenza: mesi di attesa e il cliente spesso rinuncia. Non è così, invece, all’estero».

Quanto al convegno, nel primo giorno, preparatorio, alcuni gruppi di lavoro di antiquari dibatteranno intorno a ogni tema e redigeranno dei documenti su cui si discuterà nella sessione istituzionale del giorno successivo, aperta dal presidente di Confcommercio Carlo Sangalli. «Vi parteciperanno, continua Teardo, il comandante Nucleo Carabinieri Tpa e il comandante Nucleo Forestale (per la legge sulle specie protette, come l’avorio, il palissandro e altri legni) ma abbiamo invitato anche politici di ogni schieramento oltre ai ministri e direttori dei Beni Culturali e dell’Economia».

Una veduta della passata edizione di Modenantiquaria

Ada Masoero, 01 febbraio 2023 | © Riproduzione riservata

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