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Guglielmo Gigliotti
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Al MAMbo sino al 16 ottobre una mostra ricorda la bomba atomica su Hiroshima, sganciata dagli americani il 6 agosto 1945, seguita da quella su Nagasaki. «Yumi Karasumaru. Facing histories» presenta un vasto numero di piccoli dipinti, realizzati nel 2015 per mostre in Giappone organizzate per celebrare il 70mo anniversario delle due devastanti esplosioni.
La freddezza rappresentativa, in queste opere, si avvale di riferimenti che spaziano dalle antiche stampe giapponesi ai moderni manga e agli stilemi della Pop art. Volti, funghi atomici, macerie sono testimonianze che l’artista trae dalla documentazione storica e giornalistica, per elevarli a icone fuori dal tempo. La Karasumaru esplora la storia e lo spirito di un popolo sospeso tra tradizione e avvenire, tra memoria personale e collettiva. Le sta a cuore la crisi d’identità di una Nazione che soffre la globalizzazione, il consumismo, l’invasione tecnologica, la smemoratezza delle giovani generazioni, che rischiano di perdere il contatto con la storia.
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