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Camilla Bertoni
Leggi i suoi articoliNella zona dell’ex birrificio della Giudecca, ora sede di abitazioni e spazi per l’arte, la Galleria Michela Rizzo presenta, dopo «La diseducazione al reale» di Andrea Mastrovito, la personale di Maurizio Pellegrin: «The Red, the Black and the Other» (fino al 31 luglio).
Una mostra, curata da Vittorio Urbani, che si diffonde anche in altre due sedi: quella di Marignana Arte (Dorsoduro 141) con «Gestures: works on paper», e quella della Galleria Nuova Icona (Dorsoduro, Calle dei Vecchi 2552) all’Oratorio di San Ludovico con l’installazione «Also, the Elephants travel to Venice».
Veneziano, classe 1956, pendolare tra la laguna e New York, con una formazione letteraria, una laurea in Arte contemporanea e un percorso di studi all’Accademia di Venezia, Pellegrin conta una serie di presenze in musei come il MoMA di New York o il San Diego Contemporary Museum, è stato invitato alla Biennale di Venezia nel 1988 e la sua città l’ha omaggiato nel 2005: con il progetto «Isole» i suoi lavori sono stati esposti in otto musei veneziani.
Alla Galleria Michela Rizzo molte opere storiche sono esposte accanto ad altre nuove, la chiave del suo linguaggio resta il comporre a partire dagli oggetti raccolti durante le sue esperienze di viaggio, abiti, strumenti, fotografie, carte, stoffe, risemantizzati secondo un nuovo ordine.
Maurizio Pellegrin, «Transito e Scorrimento», 2005 Courtesy Galleria Michela Rizzo e l’artista
Camilla Bertoni
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