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«Die Sinnlichkeit (Sensualità)» (1889-91), di Franz Von Stuck (particolare)

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«Die Sinnlichkeit (Sensualità)» (1889-91), di Franz Von Stuck (particolare)

Da Gonnelli visionarie grafiche simboliste

La storica libreria antiquaria di Firenze ospita un’affascinante selezione di opere realizzate tra l’Ottocento e il Novecento in Europa

Laura Lombardi

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Alla Libreria Antiquaria Gonnelli dal 7 al 22 dicembre «Grotteschi e arabeschi in nero. La carne, la morte e il diavolo nella grafica del Simbolismo», a cura di Emanuele Bardazzi, è un titolo che ci rimanda a vari autori: ai Tales of the grotesque and arabesque di Edgar Allan Poe ma anche a Charles Baudelaire, uno dei primi estimatori dell’incisione, soprattutto dell’acquaforte, per il quale il grottesco è generatore di riso assoluto, energia creatrice associata al Male e a Satana, e l’arabesco, linea flessuosa, è legato all’espansione senza limiti della creazione artistica e della sensibilità; infine parafrasa nel sottotitolo il celebre testo di critica letteraria di Mario Praz (del 1930, con edizione accresciuta nel 1942).

La raffinata selezione di grafica simbolista e visionaria europea tra Ottocento e Novecento, racchiude in otto sezioni, un rimando implicito alla situazione odierna, dove l’assuefazione all’orrore e al disprezzo della vita umana, può generare uno smarrimento delle coscienze, ma anche riflessioni sui temi eterni del Bene e del Male e sulla doppiezza che alberga in ognuno di noi. Molti sono i temi concatenati tra loro, dove il rapporto con la letteratura è stringente, come si vede dai volumi di Baudelaire, Peladan, Huysmans illustrati da Félicien Rops, Armand Rassenfosse, Fernand Khnopff, Alméry Lobel Riche e Henry Chapront.

Ci sono sezioni concentrate su un solo autore come quella dedicata a «Max Klinger antesignano del surreale, tra mito, dramma e straniamento», oppure al tema della donna tra burattino e demonio (con «Pornokratès» di Rops ma anche Otto Greiner, Franz von Stuck, Marcel-Lenoir e altri) o ai tormenti e le trasgressioni dell’Eros, espressi da Franz von Bayros e Willi Geiger nel suo ciclo di acqueforti «Eine Liebe». Poi la guerra, con le diverse rappresentazioni dello scheletro legate alla «Totentanz» e alla «Morte e la fanciulla» ad opera di Marcel Roux, James Ensor, Odilon Redon, Alfred Kubin, e le edizioni dei racconti di Edgar Allan Poe illustrate da Harry Clarke, Henri Evenepoel e Romeo Costetti.
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L’arabesco caratterizza invece la sezione «Le tenebre e la luce», con opere che quasi preludono alla dark fantasy art contemporanea, con Rudolf Jettmar o una serie di libri come l’«Amleto» shakespeariano illustrato da John Austen, fino alle inquietanti favole nel gusto Jugendstil di Wilhelm Schulz. Le visioni apocalittiche di Sascha Schneider, le crocifissioni Greiner, il «Lucifero» di Franz von Stuck, fino all’immagine struggente di Louis Legrand che si autoritrae in veste di Cristo, ribadiscono l’opposizione tra bene e male fino al capitolo conclusivo del percorso, incentrato sul desiderio di contemperare spiritualità e carnalità, umanità e animalità, elemento maschile ed elemento femminile.

In questo contesto incontriamo creature ibride, fauni, centauri, sirene, mostri e ermafroditi (Rops, Max Klinger, Otto Greiner, Austin Osman Spare, Franz von Bayros, Aubrey Beardsley, Hans Thoma, Stefan Eggeler, Eugène Viala).  La mostra, col catalogo edito nella collana Quaderni Gonnelli, ha un’appendice a cura di Silvia Scaravaggi in cui quattro artisti contemporanei rilevano, pur con diversi vocaboli, una medesima matrice immaginifica: Agostino Arrivabene, Simona Bramati, Edoardo Fontana e Sonia De Franceschi.

Laura Lombardi, 05 dicembre 2023 | © Riproduzione riservata

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Da Gonnelli visionarie grafiche simboliste | Laura Lombardi

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