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Elena Franzoia
Leggi i suoi articoliUn museo virtuale e interattivo integrerà nei prossimi anni il superstite patrimonio di Casa Martelli, donata nel 1999 allo Stato italiano dalla Curia fiorentina.
Impostata come una «caccia al tesoro» internazionale aperta a specialisti e appassionati, la piattaforma www.casamartellifirenze.it è il cuore di «Sul filo della storia, oggetti Martelli cercasi», progetto creato dall’Associazione Amici dei Musei di Palazzo Davanzati e Casa Martelli in collaborazione con Associazione culturale fund4art, condiviso dai Musei del Bargello (al cui circuito Casa Martelli appartiene) e sostenuto da Fondazione CR Firenze.
Ne è l’anima l’ex direttrice della casa museo Monica Bietti: «Quando nel 1999 il soprintendente Antonio Paolucci mi affidò il palazzo, racconta, cercai subito di capire non solo che cosa fosse rimasto, ma anche quale fosse l’aspetto di questo affascinante luogo nel momento di massimo splendore. Appariva infatti chiarissima la mancanza di tutti gli oggetti di uso quotidiano di una casa abitata dal 1628 al 1986 da una delle più ricche e illustri famiglie fiorentine, fedelissima ai Medici e loro sodale. Un luogo peraltro tanto importante per le sue collezioni da rientrare tra le mete del Grand Tour».
Di fondamentale aiuto si sono rivelati i documenti depositati all’Archivio di Stato nel 1986 alla morte di Francesca Martelli, ultima discendente della famiglia, che testimoniano la presenza di abiti e gioielli, argenterie e porcellane in gran parte alienati dopo la morte di Carlo Martelli nel 1940, con un picco negli anni ’60. La stessa ricostruzione online della galleria è stata realizzata sulla base di un inventario figurato del 1813, voluto da Marco Martelli al momento della realizzazione di quella nuova quadreria che fa tuttora di Casa Martelli una «piccola Pitti».
«Francesca vendette per la propria sussistenza e per motivi filantropici e caritatevoli quasi tutto ciò che il palazzo conteneva, a eccezione proprio della quadreria, che doveva testimoniare la secolare importanza dei Martelli, precisa Bietti. Scopo della piattaforma è rintracciare i beni perduti grazie al mondo social e, perché no?, riceverne magari qualcuno fisicamente in dono dagli attuali proprietari, come hanno fatto Mina Gregori nel 2018 con un dipinto e un collezionista americano con una livrea».
Le sale di Casa Martelli nel 1813, come appaiono sulla piattaforma digitale realizzata per la ricerca «virtuale» delle opere
La terza sala della galleria
Elena Franzoia
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