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Jenny Dogliani
Leggi i suoi articoliTorino. È stata presentata ieri alla stampa dalla neodirettrice Ilaria Bonacossa la XXIV Artissima, in programma all’Oval Lingotto dal 3 al 5 novembre. La succeditrice di Sarah Cosulich Canarutto ha definito la fiera «forte» e ha espresso l’intenzione di rafforzarne l’identità sperimentale e d’avanguardia. L’obiettivo è di continuare a offrire una visione sugli sviluppi internazionali della scena contemporanea, anche se la priorità è di puntare sugli artisti italiani giovani ed emergenti (attivi nel 1990-2016) e sul web, una scelta in controtendenza con la gestione precedente, cui va riconosciuto il merito di avere portato Artissima al quinto posto nella classifica mondiale delle fiere d’arte contemporanea stillata da Skate’s Art Market di New York nel 2013.
La Bonacossa vuole fare di Artissima «una fiera che si dedichi ancora di più al talent scouting, diventando sempre più innovativa», nella convinzione che «l’arte italiana sia molto forte e che questo Paese debba fare di più per sostenerla». Insomma, l’idea è di ringiovanire una fiera già giovane, puntando anche sui collezionisti delle nuove generazioni (che però in Italia non sono moltissimi): «Bisogna investire su un ricambio generazionale, afferma la direttrice, e su questo l’amministrazione comunale è d’accordo con noi». A tal proposito è ritenuto fondamentale lo sviluppo di una piattaforma web attiva 365 giorni l’anno. Il comitato di selezione è rimasto il medesimo degli ultimi anni, è stato invece completamente rinnovato il team di curatori delle varie sezioni, tutte confermate e con alcune aggiunte, in primis una sezione dedicata ai disegni. Non mancheranno inoltre una lieve diminuzione del numero di gallerie partecipanti, una parte della fiera rivolta ai bambini «Artissima Kids», un allestimento completamente ripensato (in fase di elaborazione) e uno spazio dedicato al restauro dell’arte contemporanea. Non ci saranno infine mostre collaterali in giro per la città, «preferisco concentrare le energie all’interno dell’Oval» chiosa la Bonacossa.
Ilaria Bonacossa. Foto: Nuvola Ravera
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