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Arte lungo la spina del terremoto

Arte lungo la spina del terremoto

Stefano Miliani

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Quanta arte di pregio attraversi lungo l’Appennino centrale, in zone colpite o lambite dal terremoto quali Umbria, Marche e Abruzzo, vengono a ricordarcelo pregevoli saggi usciti negli ultimi mesi del 2016.
Spicca per vastità e originalità la monografia di Luca Pezzuto su come sia stato rappresentato un predicatore molto venerato soprattutto in terra abruzzese, san Giovanni da Capestrano (1386-1486), da quando era in vita fino alla canonizzazione nel 1690. «Grande predicatore, inflessibile inquisitore, persecutore di fraticelli, flagello degli ebrei e terrore dei turchi», ricorda la medievista Chiara Frugoni nell’introduzione. Intorno al frate si affermò un’iconografia intesa da un lato a favorire il riconoscimento papale, e perciò lo incorona come artefice di grandi miracoli, dall’altra, più a oriente, dipinti e sculture esaltano il suo ruolo di oppositore delle eresie e degli altri monoteismi. Pezzuto, che insegna all’Università de L’Aquila, con il contributo di alcuni colleghi ha sistematizzato con acume e per la prima volta un repertorio muovendo da un testo base, la tavola del Maestro di San Giovanni da Capestrano al Museo Nazionale d’Abruzzo.

Ipotizza un passaggio in Germania di Lorenzo Lotto (1480-1556/7) Giulio Angelucci nel suo saggio sulla Crocifissione di Monte San Giusto e sul committente della pala d’altare, il vescovo Niccolò Bonafede (1464-1534). Oltre a evidenziare le dimensioni della tela rispetto alla piccola chiesa di Santa Maria in Talusiano (Macerata), lo storico dell’arte vede nel «cosiddetto Epitaffio Schmidburg di Georg Lemberger datato 1522» al Museum der bildenden Künste di Lipsia «una relazione artistica, un ragguaglio topografico, un termine cronologico e dati certi» in grado di attestare un influsso tedesco sul dipinto fino a oggi suggerito da elementi «indiziari» riferiti a Dürer e all’Altdorfer.

Pubblica il primo catalogo completo di Leonardo Scaglia (1610 ca-1659) Francesco Federico Mancini. Scultore, disegnatore, progettista, decoratore, attivo anche a Roma, l’eclettico francese chiamato nella sua terra Leonard Chailleau condusse botteghe umbre e marchigiane e decorò, tra l’altro, gli altari di San Fortunato a Perugia, la chiesa di Santa Lucia a Serra San Quirico, l’oratorio di San Benedetto a Fabriano. Docente nell’ateneo perugino, Mancini ha scartabellato anche documenti inediti in un volume frutto, al pari degli studi qua citati, di tenaci indagini sul posto e negli archivi.


Giovanni da Capestrano. Iconografia di un predicatore osservante dalle origini alla canonizzazione (1456-1690), di Luca Pezzuto, 519 pp., ill., UniversItalia, Roma 2016, € 40,00

Ad personam. Lorenzo Lotto, Nicolò Bonafede e la Crocifissione di Monte San Giusto, di Giulio Angelucci, 214 pp., ill., LiberLibri, Macerata 2016, € 25,00

Leonardo Scaglia. Sculptor gallicus tra Umbria e Marche intorno alla metà del Seicento, di Francesco Federico Mancini, 480 pp., ill., Aguaplano - Officina del libro, Passignano sul Trasimeno 2016, € 120,00
 

Stefano Miliani, 23 gennaio 2017 | © Riproduzione riservata

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