Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine
Jenny Dogliani
Leggi i suoi articoliTorino. Tra il 6 e l’8 maggio il Castello di Rivoli presenta una serie di performance e anticipazioni di mostre future volte a intercettare, oltre ai consueti visitatori del museo, anche il pubblico internazionale che giunge nel nostro Paese in occasione della vernice della 57ma Biennale di Venezia.
Sabato 6 maggio alle 17 e alle 18, nella sala 37 del Castello si può assistere a una performance in una piccola tenda da campeggio all’interno della quale il quartetto Despax eseguirà un concerto di 40 minuti con musiche di Dmitri Shostakovic.
Lunedì 8 alle 18, invece, nella sala 38 del Castello juvarriano, l’artista armeno-egiziana Anna Boghiguian (1946) presenterà la riproduzione del proprio studio ubicato al Cairo, sua città natale, colmo di dipinti, disegni, fotografie, strumenti di lavoro, tappeti e oggetti orientali. Visibile fino al 23 luglio, l’atelier comprende dipinti espressionisti saturi di colore realizzati dalla Boghiguian durante continui spostamenti tra India, Cambogia, Italia, Francia ed Egitto volti a esplorare la condizione umana e le diseguaglianze della società contemporanea. Esposta anche una serie di disegni inediti ispirati alla permanenza di Nietzsche a Torino (1888-89). La ricostruzione dell’atelier sarà inclusa nella prima retrospettiva mondiale che il museo dedicherà all’artista dal prossimo 18 settembre. Sempre lunedì 8 maggio, alle 19, Tarek Atoui (1980) eseguirà infine la performance musicale di 45 minuti intitolata «Conjured Geographies» e ispirata alla tarab, un genere di musica araba finalizzato a indurre stati di trance; dell’artista libanese il museo organizzerà una personale a fine 2018.
Tarek Atoui, veduta della performance The Reverse Collection, 2014-2016 presso i Tanks, Tate Modern, London, 2016. Courtesy of the artist and Tate Modern, London, 2016. Foto: Thierry Bal
Lo studio dell'artista Anna Boghiguian al Cairo
Altri articoli dell'autore
Tra le installazioni di Goshka Macuga, Matt Copson e Hugh Hayden, il progetto di Patrizia Sandretto Re Rebaudengo e Asja Energy trasforma una storica isola abbandonata in un avamposto culturale e ambientale che interroga il futuro stesso del vivere contemporaneo
L’orecchio è l’occhio dell’anima sceglie la sottrazione contro la saturazione visiva del contemporaneo. Ispirato a Santa Ildegarda di Bingen, il progetto nel Giardino mistico dei Carmelitani Scalzi dissolve le distanze tra il corpo, il mondo e ciò che lo trascende
In una Biennale di identità instabili e geografie spezzate, Lotus L. Kang trasforma la precarietà contemporanea in esperienza sensibile, senza cadere nel decorativismo, nella facile estetica post-organica o nella retorica curatoriale
Nella Biennale senza verdetti ufficiali, i padiglioni nazionali rivelano la propria natura: tra conflitti, memoria e responsabilità, la rappresentazione degli Stati torna a essere il vero campo di tensione



