Coppa con Nettuno e Anfitrite, opera di Giovanni Ambrogio Miseroni. © The Al Thani Collection, 2016. Foto: Matt Pi

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Coppa con Nettuno e Anfitrite, opera di Giovanni Ambrogio Miseroni. © The Al Thani Collection, 2016. Foto: Matt Pi

A Parigi le antiche origini del Rinascimento

La collezione Al Thani in dialogo con preziosi pezzi del Victoria and Albert Museum

Luana De Micco

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Una selezione di preziose opere rinascimentali del Victoria and Albert Museum di Londra sono esposte alla mostra «Il gusto del Rinascimento. Un dialogo tra collezioni» presentata, dal 6 marzo al 30 giugno, nei saloni dell’Hôtel de la Marine, in place de la Concorde, che accolgono la Collezione Al Thani, la collezione d’arte della famiglia reale del Qatar.

Sono esposte circa 130 opere, manoscritti, oggetti d’alta oreficeria e di artigianato, oltre che opere di Lucas Cranach, Donatello, Leonardo o ancora Vittore Crivelli, scelte nelle due prestigiose collezioni, accostate e fatte dialogare tra loro. La mostra mette in particolare l’accento sull’eredità e l’influenza che il mondo antico, greco e romano ebbe sui grandi maestri del Cinquecento.

Uno dei pezzi maggiori in arrivo da Londra è un bronzo parzialmente dorato e incrostato d’argento di Pier Jacopo Alari Bonacolsi, detto l’Antico, raffigurante l’eroe greco Meleagro mentre partecipa, come racconta la mitologia, alla caccia al cinghiale di Calidone. La scultura fu realizzata a Mantova tra il 1484 e il 1490 a partire da un marmo oggi scomparso. Degli Al Thani è un emblema d’oro, rubini e diamanti, da fissare ai cappelli, con scene dipinte del sacrificio di Isacco, risalente al 1550-60. È esposto nella prima galleria accanto ad altri gioielli, tra cui un medaglione della Waddesdon Bequest conservato al British Museum.

Una sezione della mostra è dedicata alle collezioni reali. Vi è allestito il «pendente Heneage», con una miniatura della regina Elisabetta I, dipinta da Nicholas Hilliard (1595-1600). Sempre del V&A Museum è il «Codex Forster III», uno dei quaderni donati al museo londinese dallo storico e collezionista John Forster con appunti di Leonardo sulla prospettiva, l’anatomia e la luce. A testimonianza del principio della mostra di accostare alcuni dei più preziosi oggetti delle due collezioni, nella stessa galleria 3 sono esposti, per esempio, due pezzi, l’uno di Londra, l’altro del Qatar, delle cosiddette «Tazze Aldobrandini», una serie di dodici coppe d’argento cesellato che erano appartenute al cardinale Pietro Aldobrandini, e sulle quali sono rappresentate scene della vita degli imperatori svetoniani (1587-99).

La mostra si chiude su una sezione dedicata ai legami che si svilupparono nel Cinquecento tra l’Europa e il resto del mondo, alimentati dai commerci e dai viaggi di esplorazione. Tra gli oggetti esposti, il cofanetto d’avorio intarsiato detto «Robinson Casket» (1557 ca), realizzato a Kotte, nell’isola di Ceylon (oggi Sri Lanka), inviato come dono diplomatico dai governanti del regno in Portogallo. Prende il nome da John Charles Robinson, sovrintendente alle collezioni d’arte del South Kensington Museum (diventato V&A nel 1899), che lo acquisì a Lisbona nel 1888.

Coppa con Nettuno e Anfitrite, opera di Giovanni Ambrogio Miseroni. © The Al Thani Collection, 2016. Foto: Matt Pi

Luana De Micco, 04 marzo 2024 | © Riproduzione riservata

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