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Luana De Micco
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Ci sono voluti 15 anni di studi e 3,5 milioni di euro per restituire al Castello di Chambord i suoi giardini alla francese lungo la facciata nord e nord-est abbandonati tra le due guerre, e ridotti negli anni Settanta a un semplice prato. Fu il re Francesco I ad avviare i lavori del castello nel 1516, ma l’allestimento del giardino si deve a Luigi XIV che lo commissionò al suo primo architetto, Jules-Hardouin Mansart (i lavori iniziarono nel 1684).
Per ricostituire i giardini come erano all’epoca del Re Sole sono state necessarie lunghe ricerche d’archivio, ma sono stati ritrovati i documenti delle varie tappe dell’avanzamento dei lavori e degli allestimenti successivi fino al 1750. Sondaggi archeologici hanno permesso di rinvenire alcune vestigia del giardino del Settecento.
Il cantiere di ricostituzione è iniziato lo scorso agosto: su una superficie di 6,5 ettari, sono stati piantati 600 alberi, 800 arbusti, 176 roseti e oltre 10mila piante di fiori. I lavori sono stati affidati all’architetto dei Monuments Historiques Philippe Villeneuve, affiancato dal paesaggista Thierry Jourd’heuil. Li ha finanziati l’uomo d’affari e filantropo americano Stephen Schwarzman, fondatore del colosso finanziario Blackstone.
Entro l’estate saranno aperti ai visitatori anche i 250 ettari di boschi che circondano il castello.
Luana De Micco
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