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Stefano Miliani
Leggi i suoi articoliCon i suoi cinque ettari di giardini a terrazzamenti, Villa Buonaccorsi di Potenza Picena nel maceratese suscita un effetto prospettico spettacolare: comprende un notevole giardino all’italiana disegnato da Andrea Vici (1743-1817) e l’edificio settecentesco nelle classiche forme e colori marchigiani progettato da un collaboratore di Luigi Vanvitelli, l’architetto ticinese Pietro Bernasconi (1705-67). Tra facciate screpolate e un giardino, un restauro di ragguardevole complessità investe l’intero complesso.
Nel 2022 il Ministero della Cultura l’acquistata da privati e ora la villa «fa capo alla Direzione regionale Musei nazionali delle Marche-Palazzo Ducale di Urbino», ricorda il soprintendente di Ascoli Piceno, Fermo e Macerata Giovanni Issini, responsabile del progetto dei lavori; dirige il monumento Oriana Ulissi, architetto della Direzione regionale Musei nazionali delle Marche-Palazzo Ducale di Urbino capitanata da Luigi Gallo.
«Quando il Ministero ha acquisito la villa, il giardino era in condizioni abbastanza critiche. Abbiamo iniziato dalla zona verde perché era la più fragile e compromessa, prima di tutto con gli studi preliminari per la manutenzione e il restauro», spiega Ulissi. L’area ha un teatrino, un boschetto, annessi agricoli (Villa Buonaccorsi in origine era una tenuta agricola), scuderie. Con Issini, come priorità abbiamo individuato il recupero e la valorizzazione del giardino all’italiana, della limonaia, del verde». Il progetto include le sculture: «La villa ha più di un centinaio di statue di buona fattura, presumibilmente di scuola veneta, da metà, o fine, ’600 agli inizi del ’700. Stiamo raccogliendo materiali di archivio e censendo tutto con due Università, la Politecnica delle Marche e quella di Bologna, anche per preparare un piano di manutenzione costante per gli anni successivi».
Quando è prevista l’apertura al pubblico di Villa Buonaccorsi?
Si procede per fasi nei lavori definiti insieme alla Direzione regionale per un complesso che aveva criticità, risponde Issini. Adesso la priorità è riaprire i giardini storici (e gli edifici ad essi collegati come la limonaia e la Chiesa di San Filippo), in particolare quello all’italiana il cui restauro inizierà a fine 2026 e che contiamo di aprire nel 2027: fornirà anche i servizi di base per i visitatori.
Per la villa si va più in là. «I tempi devono adeguarsi alla complessità dell’intervento e ai costi. I fondi stanno arrivando, sarà una fase non molto successiva», spiega il soprintendente. Il finanziamento complessivo? «Fino ad oggi si stanno impegnando circa otto milioni di euro. Dovrebbe arrivare a breve il decreto firmato dalla Corte dei Conti di un ulteriore finanziamento di circa dieci milioni per un totale di 18 milioni circa».
In qualità di museo, la Villa esporrà opere?
Sarà la Direzione regionale musei a definire i contenuti espositivi, d’intesa con la Soprintendenza e con gli enti territoriali coinvolti, ma il primo valore è la villa, sia per l’articolazione architettonica che per i giardini storici, quindi farà mostra di sé stessa.
Sulla gestione il soprintendente rimanda all’accordo siglato a febbraio 2026 «per una governance condivisa tra Ministero della Cultura, che delega il Palazzo Ducale di Urbino e la nostra Soprintendenza, la Regione Marche e il Comune di Potenza Picena».
Una veduta del giardino di Villa Buonaccorsi, Potenza Picena (Mc). Foto Direzione regionale Musei Nazionali delle Marche
Scalone di Villa Buonaccorsi, Potenza Picena (Mc). Foto Direzione regionale Musei nazionali delle Marche
Stefano Miliani
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