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Ed van der Elsken, «Autoritratto con Ata Kandó nello specchio del loro appartamento», 2017

© Ed van der Elsken estate: Nederlands Fotomuseum

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Ed van der Elsken, «Autoritratto con Ata Kandó nello specchio del loro appartamento», 2017

© Ed van der Elsken estate: Nederlands Fotomuseum

Versatile, imprevedibile e inventivo: Ed van der Elsken ad Amsterdam

Il Rijksmuseum, che nel 2019 con il Nederlands Fotomusuem ne ha acquisito l’archivio personale, dedica un’ampia mostra a colui che «ha cambiato per sempre la fotografia nei Paesi Bassi» 

Luana De Micco

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Per Ed van der Elsken la fotografia nasceva nella strada, tra i vicoli di Saint-Germain-des-Prés e i canali di Amsterdam, i cortei di protesta e i jazz club. Per oltre quarant’anni il fotografo olandese ha raccontato la vita quotidiana del dopoguerra. Con la mostra «Ed van der Elsken. Up Close», dal 19 giugno al 13 settembre il Rijksmuseum offre il ritratto approfondito di una delle figure più originali della fotografia documentaria europea del ’900, in rottura con lo stile dei suoi contemporanei, dagli esordi parigini dei primi anni Cinquanta fino agli ultimi progetti degli anni Ottanta. Punto di forza della mostra è l’accesso privilegiato al vasto archivio personale del fotografo, acquisito nel 2019 dal Rijksmuseum e dal Nederlands Fotomuseum. Accanto agli scatti più celebri sono allestiti quindi anche materiali inediti o raramente esposti, appunti personali, prove di stampa, esperimenti di camera oscura, prototipi di libri mai pubblicati. «Questa mostra offre un quadro sorprendente e completo dei pensieri, delle intenzioni e dei metodi di lavoro di Ed van der Elsken. Dimostra che uno dei fotografi olandesi più influenti del XX secolo era costantemente alla ricerca di nuovi approcci e tecniche per esprimere la sua visione peculiare del mondo», ha osservato Taco Dibbits, direttore del Rijksmuseum. 

In un primo tempo, Ed van der Elsken (1925-90) studia la scultura e ha come docente il noto urbanista Mart Stam. Le sue prime fotografie sono del 1947. Nel 1950 si trasferisce a Parigi e lavora nella camera oscura dell’agenzia Magnum, dove si stampavano le foto di Henri Cartier-Bresson e Robert Capa. Ma è nelle strade della rive gauche che trova davvero il suo universo, abitato da giovani bohémien, artisti, marginali e vagabondi, anime inquiete che popolano i caffè del quartiere latino. Da questa esperienza, nel 1956, ne è nato il libro Love on the Left Bank, in cui Van der Elsken mescola reportage e finzione costruendo una sorta di romanzo fotografico attorno alla figura magnetica dell’artista australiana Vali Myers. La mostra presenta alcuni materiali preparatori del volume rimasti inediti per decenni. Il percorso, in nove sale, segue poi il ritorno dell’artista a casa sua, in Olanda, nel 1955. Van der Elsken fotografa Amsterdam come pochi altri, città vitale e dinamica, con gli scontri di piazza, le giovani donne in minigonna, i ragazzi ribelli. Emblematica è la fotografia della donna in bicicletta che mostra la lingua all’obiettivo, in segno di sfida, scattata nel 1983. I suoi soggetti diventano complici, amici, alter ego. Ritornano temi come il desiderio di libertà, la marginalità, l’amore, la giovinezza e la voglia di vivere. Accanto alle immagini più note, il museo presenta anche opere meno conosciute, come le fotografie annotate realizzate durante i viaggi in Giappone negli anni Ottanta e le sperimentazioni Polaroid degli anni Settanta. Sono presentati inoltre materiali audiovisivi dell’Eye Filmmuseum di Amsterdam. In una nota del Rijksmuseum si legge: «Questo sguardo approfondito sulla genesi della sua opera restituisce il ritratto di un artista visivo versatile, talvolta imprevedibile, ma soprattutto straordinariamente inventivo, che ha cambiato per sempre la fotografia nei Paesi Bassi».

Ed van der Elsken, «Woman cycling, Amsterdam», 1983, Amsterdam, Rijksmuseum. © Ed van der Elsken estate: Nederlands Fotomuseum

Ed van der Elsken, «Street artist in Paris», 1951 ca. © erven Ed van der Elsken: Nederlands Fotomuseum

Luana De Micco, 18 giugno 2026 | © Riproduzione riservata

Versatile, imprevedibile e inventivo: Ed van der Elsken ad Amsterdam | Luana De Micco

Versatile, imprevedibile e inventivo: Ed van der Elsken ad Amsterdam | Luana De Micco