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Samantha De Martin
Leggi i suoi articoliLa stella di Franco Nero brilla sulla Hollywood Walk of Fame. Per celebrare questo riconoscimento nella Sala della Crociera del Ministero della Cultura si è svolta una cerimonia alla presenza del ministro Alessandro Giuli, del sottosegretario Lucia Borgonzoni e dell’attore e regista, sessant’anni di carriera e oltre duecento film, dagli «spaghetti western» al cinema d’autore. L’iniziativa ha reso omaggio alla carriera di Francesco Clemente Giuseppe Sparanero (in arte Franco Nero) che attraversa trasversalmente la storia del cinema, dal debutto negli anni Sessanta al successo internazionale ottenuto nel 1966 con «Django» di Sergio Corbucci, lavorando al fianco di registi come Luchino Visconti, John Huston, Rainer Werner Fassbinder, Claude Chabrol, Quentin Tarantino.
«Questa stella, ha detto il ministro Giuli, è il riconoscimento di un talento collettivo che ha trovato la sua perfetta personificazione nella straordinaria carriera di Franco Nero, un grande artista che ha attraversato generi, linguaggi e continenti, conservando una presenza e un carattere peculiari e inconfondibili. Nel suo percorso convivono il cinema popolare e quello d’autore, l’avventura, l’impegno civile e radici profondamente italiane. I grandi riconoscimenti servono anche a offrire un punto di riferimento ai più giovani e a rappresentare quel paradigma che l’Italia ha continuato a offrire al mondo dell’arte cinematografica».
Per il sottosegretario Lucia Borgonzoni, Franco Nero «è la dimostrazione che l’Italia può competere ai massimi livelli internazionali senza mai perdere la propria identità. Dal nostro Paese in passato non è stato sufficientemente valorizzato, mentre all’estero è sempre stato considerato fra i grandissimi attori italiani». Come ha ricordato lo stesso attore, sessant’anni fa percorreva la Walk of Fame a Hollywood chiedendosi se un giorno avrebbe avuto la sua stella. «Quel giorno è arrivato, i sogni non costano nulla. Ero solo un ragazzo di provincia con tanta tigna e la forza di non abbattersi mai», ha ribadito l’attore confessando di dover molto ai consigli di Laurence Olivier, «che mi disse di cambiare sempre ruolo per durare nel tempo», e a John Huston, «che credette in me agli inizi». Poi una riflessione sul cinema: «È libertà e unisce persone di ogni cultura: continuerà ad esistere finché la gente continuerà a sognare. Mi ha dato tutto, ho interpretato ogni genere e mi sono sempre divertito».
Samantha De Martin
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