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«Ceramica 2025», Villa Della Porta Bozzolo, Casalzuigno (Va)

Foto Barbara Verduci. © Fai

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«Ceramica 2025», Villa Della Porta Bozzolo, Casalzuigno (Va)

Foto Barbara Verduci. © Fai

Un weekend nella splendida Villa Della Porta Bozzolo tra ceramiche antiche e nuove creazioni

Sabato 26 e domenica 27 settembre, avrà luogo la seconda edizione, rinnovata e ampliata, di «Ceramica. Manufatti e creazioni, di ieri e di oggi», alla quale partecipano 40 espositori selezionati tra artigiani e designer, che espongono e mettono in vendita le loro produzioni

Ada Masoero

Giornalista e critico d’arte Leggi i suoi articoli

Siamo in un luogo meraviglioso, la fastosa residenza estiva che fu della famiglia Della Porta, a Casalzuigno (Varese), nel cuore della Valcuvia: a costruirla nel Cinquecento, ma come casa di campagna con rustici, fu un notaio locale, tale Giroldino de Portu, ma nel primo Settecento un discendente ormai diventato «Della Porta» (Gian Angelo III, per la precisione) la trasformò in una raffinata residenza di villeggiatura decorata con affreschi rococò e arricchita da un giardino all’italiana con terrazze, marmi, statue e una spettacolare scalinata adagiata sul fianco del colle, fino a raggiungere il «Teatro» all’aperto. Acquistata alla fine dell’Ottocento da Camillo Bozzolo, la gran Villa Della Porta Bozzolo è dal 1989 di proprietà del Fai, che dopo anni di abbandono l’ha restituita alla sua nobiltà. E, come sempre accade per i suoi Beni, l’ha restituita anche a una vita attiva, con manifestazioni sempre molto apprezzate dal pubblico. 

Sabato 26 e domenica 27 settembre, dalle 10 alle 18, sarà la volta della seconda edizione, rinnovata e ampliata, di «Ceramica. Manufatti e creazioni, di ieri e di oggi» (informazioni: fondoambiente.it), alla quale partecipano 40 espositori selezionati tra artigiani e designer, che espongono e mettono in vendita le loro creazioni.

Non ci sono solo ceramiche di oggi, però: per chi lo desidera, ci sono le ceramiche «della nonna» (per molti, delle vere «madeleine» proustiane) o anche pezzi antichi, presentati da brocanteur e da collezionisti. Il tutto in un percorso immerso nel verde, lungo il viale dei tigli o nel giardino segreto.

Perché proprio qui fra i tanti Beni del Fai? Perché la Villa custodisce delle preziose collezioni ceramiche, tra le quali spiccano le «veilleuse», cioè le tisaniere donate nel 2018 al Fai da Mino Baldissera: gentili manufatti con il bricco per la tisana che viene mantenuta tiepida dal lume a olio inserito nella base e che, grazie ai fori di aerazione, funziona anche da luce notturna. Una raccolta curiosa, questa, cui si aggiungono molti vasi da farmacia e un servizio da tavola della famosa manifattura ceramica Sci-Società Ceramica Italiana, fondata alla metà dell’Ottocento nella vicina Laveno.

Molto varie le proposte dei 40 espositori, tra sculture, vasi e diversi oggetti domestici, cui si aggiunge la possibilità di partecipare a laboratori tematici e di assistere a dimostrazioni di tecniche e lavorazioni dal vivo, dalla modellazione alla decorazione delle ceramiche, dando poi sfogo alla propria creatività e creando oggetti con l’argilla locale messa a disposizione o decorando pezzi già pronti. Oltre, naturalmente, a visitare le collezioni ceramiche della Villa. Mentre nell’antica Filanda il Café Brocante, allestito per l’occasione e curato dallo chef varesino Marco Dossi, propone bevande e piatti stagionali tutti serviti, superfluo dirlo, su ceramiche e porcellane d’epoca. 

Alcune ceramiche della collezione di Villa Della Porta Bozzolo. Foto Alberto Carlo Macchi, 2025. © Fai

Ada Masoero, 24 settembre 2026 | © Riproduzione riservata

Ada Masoero

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