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Una veduta del Teatro San Carlo di Napoli

Foto tratta da Wikipedia

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Una veduta del Teatro San Carlo di Napoli

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Un percorso di avvicinamento verso i tre secoli di identità del Teatro San Carlo di Napoli

«La stagione 2026-27 ci porta nel decennio che si concluderà con la celebrazione dei 300 anni dalla fondazione del Teatro, inaugurato il 4 novembre 1737. Il 290mo anniversario non è solo un traguardo, ma il punto di partenza di un grande progetto artistico», sottolinea Fulvio Adamo Macciardi, sovrintendente e direttore artistico

Gianfranco Ferroni

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«Il Teatro San Carlo di Napoli è l’istituzione musicale più antica d’Italia», sottolinea Fulvio Adamo Macciardi, sovrintendente e direttore artistico, presentando a Roma il nuovo cartellone, il primo della sua gestione, nella sede romana dell’Associazione della Stampa Estera in Italia. Nel 2037 verranno celebrati i 300 anni del teatro, ed è appena iniziata la marcia di avvicinamento. L’istituzione conta circa 400 dipendenti, con un budget attuale di 43 milioni di euro, i contributi da privati locali ammontano a quasi 3 milioni e la biglietteria assicura altri 3,8 milioni di euro. Intesa Sanpaolo storicamente è uno dei sostenitori ufficiali e mecenati della Fondazione Teatro di San Carlo di Napoli, contribuendo attivamente alla programmazione della stagione tramite erogazioni liberali e progetti di valorizzazione culturale. 

Il teatro, che vanta ormai tre secoli di identità, ha commissionato al compositore Alessandro Solbiati la scrittura di «Fino alla Fine-La chute de la maison Usher», un nuovo completamento originale dell’opera incompiuta di Claude Debussy, solamente abbozzata tra il 1908 ed il 1917, tratta dalla novella La caduta della casa degli Usher (1839) di Edgar Allan Poe. Macciardi rileva che «la stagione 2026-27 ci porta nel decennio che si concluderà con la celebrazione dei 300 anni dalla fondazione del Teatro di San Carlo, inaugurato, come è noto, il 4 novembre 1737. Il 290mo anniversario del Teatro di San Carlo non è solo un traguardo, ma il punto di partenza di un grande progetto artistico. L’obiettivo è rimettere al centro delle programmazioni l’identità, la storia e le tradizioni che hanno reso il Massimo napoletano celebre e ammirato in tutto il mondo, con uno sguardo duplice: verso la città, alimentando il dialogo con le altre istituzioni e con gli altri soggetti che producono attività artistiche sul territorio, e verso la scena internazionale, favorendo lo sviluppo di tournée all’estero. Nel luglio 2027 porteremo infatti a Tokyo e in altre città giapponesi la nostra nuova “Aida” che debutterà al San Carlo a febbraio, con la direzione di Renato Palumbo e la regia di Serena Sinigaglia. L’inaugurazione di questa Stagione sarà “Luisa Miller”, titolo composto da Verdi espressamente per il San Carlo nel 1849, andato in scena a dicembre dello stesso anno. La nuova regia di Davide Livermore segna una stagione fortemente caratterizzata dalla presenza di alcuni dei maggiori registi italiani, con 5 nuove produzioni, una rielaborazione per l’attività estiva, 3 recenti produzioni provenienti dai più prestigiosi teatri italiani, oltre a 2 riprese di spettacoli storici del San Carlo di grande fascino imperituro». E «Daniel Oren dirigerà il titolo inaugurale, per poi offrire al nostro pubblico anche la sua lettura dei Pagliacci, nello straordinario allestimento di Franco Zeffirelli, portato per la prima volta sul nostro palcoscenico. Due sono dunque i titoli assegnati a questo direttore che tanto ha legato il suo nome al nostro teatro, in un lungo percorso artistico». Da evidenziare che il pianista napoletano Michele Campanella festeggerà il suo ottantesimo compleanno sul palco del San Carlo.

Gianfranco Ferroni, 07 luglio 2026 | © Riproduzione riservata

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