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Il vasto atrio e la grande scalinata con la colossale statua di Ramses II

© Ministero del Turismo e delle Antichità, Egitto/Facebook

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Il vasto atrio e la grande scalinata con la colossale statua di Ramses II

© Ministero del Turismo e delle Antichità, Egitto/Facebook

Un anno dopo l’apertura il Grand Egyptian Museum guarda al futuro tra cultura ed esperienze immersive

Il Ceo del Gem Ahmed Ghoneim, insignito del Premio Paestum 2026, racconta le iniziative per celebrare l’anniversario del museo che ha richiamato oltre il 50% di visitatori stranieri

A un anno dalla «faraonica» apertura, il Grand Egyptian Museum (Gem) si appresta a celebrare l’anniversario con una serie di iniziative, tra cui il lancio il primo novembre di Eternal Sun.

«Si tratta di uno spettacolo immersivo che valorizza il patrimonio culturale egiziano con finalità didattiche e di sensibilizzazione, rivolto a un pubblico di ogni età e lingua», così lo descrive Ahmed Ghoneim, Ceo del Gem, presente alla 28ma edizione della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico a Paestum. Ghoneim ha ricevuto, insieme a Mehmet Nuri Ersoy, ministro della Cultura e del Turismo della Repubblica di Turchia e ad Alfonsina Russo, capo dipartimento per la Valorizzazione del Patrimonio Culturale Ministero della Cultura, il Premio Paestum 2026, assegnato ogni anno dalla Borsa a personalità e organismi, che contribuiscono, con il loro impegno, al dialogo interculturale.

«L’installazione rimarrà all’interno del museo per sei mesi e attraverso un gioco di luci, musiche e suoni, permetterà ai visitatori di ripercorrere la storia dell’Egitto in modo del tutto originale, continua Ghoneim. La proiezione è opera di persone che lavorano nel museo, in collaborazione con specialisti provenienti da tutto il mondo. È passato appena un anno dall’apertura del museo e per festeggiare, stiamo organizzando diverse attività e spettacoli come il concerto del 5 novembre e numerosi programmi dedicati a bambini e famiglie».

Il Gem ha rivelato in questo periodo tutta la sua complessità organizzativa come conferma il Ceo: «Gestire un museo di queste dimensioni equivale a governare un piccolo Stato: c’è tutto e di conseguenza ci sono una serie di complessità, non si tratta solo di archeologia o vetrine, è una vera e propria impresa, bisogna occuparsi di aspetti ingegneristici, di gestione del personale, di tecnologia, sicurezza informatica, relazioni pubbliche, marketing. È inoltre, un luogo estremamente delicato dal punto di vista politico. È necessario prestare la massima attenzione nei rapporti con i media e in ogni altro ambito. Per l’Egitto non è soltanto un museo: è un vero e proprio progetto nazionale. È un punto di riferimento fondamentale, un luogo che chiunque, egiziani e non, desidera visitare».

Con un personale di circa mille elementi il Gem accoglie oltre il 50% di visitatori stranieri, mentre «per la componente egiziana, troviamo persone di ogni tipo, età ed estrazioni sociali diverse. Applichiamo tariffe differenziate per gli egiziani e per i non egiziani ma non si tratta solo di prezzi ma di approcci, stiamo imparando a rapportarci con i vari pubblici, è una questione di esperienza e di apprendimento».

Alla domanda sulla possibilità del Museo di ospitare mostre temporanee per esporre le recenti scoperte archeologiche Ahmed Ghoneim conferma un futuro possibile: «L’area dedicata all’esposizione dei reperti è grande quanto quattro campi da calcio. In un museo appena inaugurato, se si allestisse una mostra temporanea, nessuno la visiterebbe, semplicemente perché il pubblico non ha ancora avuto modo di esplorare il percorso museale principale. Ci vorrà ancora un po’ di tempo, ma stiamo pensando di realizzarla, magari tra un anno o due. Dopotutto, sui giornali leggiamo quotidianamente notizie di nuovi resti e scavi. Non basta avere dei reperti per creare un museo. In realtà, un luogo espositivo ruota attorno a una storia, serve una narrazione, un contesto che spieghi ciò che viene mostrato. Si possono avere moltissimi oggetti, ma se non si inseriscono nel tema centrale del museo, la sfida diventa notevole. I musei sono anche centri di educazione, di intrattenimento e di ricerca. Ed è proprio questo che stiamo facendo. Ci assicuriamo che i visitatori tornino per godersi altri aspetti legati all’archeologia, che non riguardano l’archeologia in senso stretto. Può trattarsi di un’esperienza immersiva, come Eternal Sun».

Esterno del Gem a Giza. Foto Francesco Tiradritti

Graziella Melania Geraci, 01 novembre 2026 | © Riproduzione riservata

Graziella Melania Geraci

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