Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine
Gaspare Melchiorri
Leggi i suoi articoliDomani primo novembre il Grand Egyptian Museum (Gem) di Giza terrà la cerimonia di inaugurazione. Nonostante alcune parti del museo fossero già accessibili ai visitatori, il Gem ha atteso l’inaugurazione ufficiale per aprire la Galleria di Tutankhamon, fiore all’occhiello dell’istituzione egiziana.
Si tratta di uno dei progetti museali più ambiziosi mai realizzati, destinato a diventare il più grande museo archeologico del mondo e un nuovo polo culturale e scientifico di riferimento internazionale per la ricerca e la valorizzazione del patrimonio dell’antico Egitto. Con una superficie di oltre 500mila metri quadrati e più di 100mila reperti, il Gem si presenta come un simbolo di collaborazione internazionale e innovazione tecnologica. (Al faraonico museo Il «Giornale dell’Arte» ha dedicato uno speciale nel numero di luglio-agosto 2025, Ndr).
«Sono in corso i preparativi per garantire che l’evento rifletta la portata e l’importanza di questo momento storico», aveva dichiarato il governo egiziano in agosto. «L’inaugurazione sarà caratterizzata dalla partecipazione internazionale e da speciali iniziative culturali, che celebreranno il patrimonio senza tempo dell’Egitto su un palcoscenico mondiale».
L’opinione pubblica del Paese africano si è schierata in grande maggioranza a favore del progetto. «Personalmente in origine non ero convinta del Gem», ha dichiarato la consulente d’arte egiziana Mai Eldib alla stampa specializzata. «Ero molto turbata dal fatto che il vecchio museo perdesse parte della sua collezione, ma ora mi sono completamente ricreduta. C’è bisogno di uno spazio, adeguato alla nostra epoca, che raccolga in un’unica struttura le testimonianze di questa grande civiltà. Avere tutto questo sotto lo stesso tetto è fantastico».
Altri articoli dell'autore
Identificata nel corso di un recente intervento di restauro, la «Madonna con il Bambino e san Giovanni Evangelista» è l’opera che ha lanciato la carriera del giovane pittore. È in un ottimo stato di conservazione
Ritrovata una domus del periodo imperiale a Saepinum, in Molise: è una stratificazione di sei secoli
Le fasi più antiche del complesso sono documentate da antefisse e ceramiche di età augustea e tiberiana, che indicano il livello della residenza nel I secolo d.C. Tra IV e VI secolo i materiali dimostrano un cambiamento nell’utilizzo degli ambienti
Ha concentrato sempre la propria attenzione sulle avanguardie e sull’arte concettuale, ma la sua vera vocazione è stata quella del mecenatismo istituzionale: da una sua donazione di un milione e mezzo di oggetti è nato a Dresda l’Archivio delle Avanguardie
Quello occorso nel Beneventano è l’ennesimo ritrovamento effettuato in Campania lungo il tracciato della «Regina Viarum», in un tratto, compreso tra le antiche Caudium e Beneventum, che si conferma strategico nell’antichità



