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Casa delle Suore, Baggio Military Hospital.

Credits Mattia Parodi.

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Casa delle Suore, Baggio Military Hospital.

Credits Mattia Parodi.

Tutto su Alcova Milano 2026, laboratorio di design contemporaneo

Alcova Milano 2026 dal 20 al 26 aprile 2026 trasforma Villa Pestarini e l’Ospedale Militare di Baggio in un laboratorio di design contemporaneo, con oltre 120 espositori tra designer internazionali, scuole e brand iconici come Patricia Urquiola, Cassina, Haworth e VOCLA.

Nicoletta Biglietti

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C’è un luogo in cui il design non si limita a occupare spazi, ma li interroga, riattiva e mette in discussione. Alcova Milano 2026 sceglie di farlo attraverso un dialogo serrato tra due architetture radicalmente diverse: Villa Pestarini e il vasto complesso dell’Ospedale Militare di Baggio. Da un lato l’intimità rigorosa del Razionalismo di metà Novecento, dall’altro una città nella città, stratificata e istituzionale. Tra questi poli si muove un’edizione che intreccia riscoperta e sperimentazione, ricerca e cultura materiale contemporanea, coinvolgendo oltre 120 espositori internazionali tra aziende affermate, designer indipendenti e scuole di design di primo piano.

Per la prima volta aperta al pubblico, Villa Pestarini rappresenta un capitolo unico nella storia dell’architettura milanese. Progettata da Franco Albini, è l’unica residenza privata realizzata a Milano da una delle figure chiave del Razionalismo italiano. Un manifesto calibrato di proporzione, luce e materia che oggi diventa terreno di confronto per una nuova generazione di progettisti chiamati a misurarsi con la sua eredità.

In questo contesto, Haworth insieme a Cassina presenta un’installazione firmata da Patricia Urquiola che reinterpreta gli spazi d’ingresso e living. Il progetto prende avvio da pezzi iconici come la libreria Veliero e la Poltrona Luisa, disegnate da Albini e prodotte in esclusiva da Cassina, rileggendo elementi architettonici centrali come la storica e monumentale vetrata. L’atmosfera di una casa contemporanea e vissuta si costruisce anche attraverso la presenza di pezzi vintage e oggetti contemporanei selezionati da Patricia Urquiola insieme ad Alcova.

La narrazione prosegue con un progetto dedicato all’architetta Luisa Castiglioni, che iniziò la sua carriera come assistente di Albini prima di intraprendere un percorso indipendente. Attraverso il progetto Boccamonte, con sede in Liguria in una delle case progettate da Castiglioni negli anni Cinquanta, il suo lavoro viene ricollocato all’interno della più ampia storia del modernismo italiano.

Attorno a questo nucleo si articolano altre voci contemporanee: l’architetta, designer ed educatrice greca Kiki Goti, con base a New York City, presenta una collezione di arredi e illuminazione in marmo prodotta da Marble Sachanas in dialogo con SARIDIS OF ATHENS, proponendo uno spazio di lavoro contemporaneo riletto attraverso l’eredità greca; la maison parigina ISSÉ debutta con la sua prima collaborazione con l’architetta e designer Sophie Dries, esplorando il potenziale espressivo e spaziale della fibra vegetale grezza; l’unità creativa giapponese AtMa Inc recupera materiali in surplus trasformandoli in un sistema d’arredo in cui il giunto diventa dispositivo strutturale e narrativo; il collettivo di Tbilisi Around the Studio rilegge materiali vernacolari georgiani attraverso oggetti di design contemporaneo. In questi e altri interventi, la casa moderna si afferma come spazio di continua reinterpretazione.

All’Ospedale Militare di Baggio la scala cambia drasticamente. Il complesso si dispiega come una città chiusa, con strade, cortili ed edifici di servizio trasformati da una molteplicità di installazioni site-specific. Qui il design non abita semplicemente gli spazi, ma li riattiva, li attraversa, li mette in tensione.

Scuole di fama internazionale occupano e animano frammenti distinti del complesso. Per la prima volta ad Alcova, la AA School of Architecture di Londra presenta un padiglione sperimentale e una serie di lavori di alumni e studenti nella Lavanderia, che ospita anche la UMPRUM Academy of Arts, Architecture and Design di Praga. La Cucina è affidata alla Design Academy Eindhoven; il Tempio alla HEAD Genève. I progetti guidati dagli studenti interrogano nuove modalità dell’abitare e del produrre, proponendo approcci materiali sperimentali e alternative immaginative alle abitudini contemporanee.

Villa Pestarini. Credits Luigi Fiano.

L’esplorazione materica prosegue con studi internazionali e pratiche basate sul workshop, tra cui lo studio polacco Pani Jurek Studio, che indaga luce, colore e tattilità attraverso complesse composizioni ceramiche, e Salak Studio, anch’esso polacco, con arredi minimalisti che mettono in primo piano materiali grezzi e intransigenti. Lo studio spagnolo Kilzi, fondato dal designer venezuelano Jorge Suárez Kilzi e con sede a Barcellona, sviluppa arredi e oggetti attraverso una pratica indipendente, così come Marlot Baus, che progetta e produce ogni pezzo su misura nel proprio laboratorio a La Llagosta.

Slalom, in collaborazione con Vintage Audio Institute, mette in scena sintetizzatori storici italiani all’interno di un’installazione reattiva al suono modellata da un intervento acustico. Il designer d’interni e di arredi Llewellyn Chupin, attivo tra New York e Parigi, presenta oggetti scenografici in alluminio patinato a mano, seta e perle. La designer greca Natalia Triantafylli e il designer-maker londinese Andrew Pierce Scott firmano un progetto collaborativo che spazia tra arredi, illuminazione e oggetti scultorei.

Tra i ritorni, Center for Creativity realizza nuovamente un’installazione site-specific per Alcova, House of Creatures, riunendo dieci pratiche di design slovene tra cui Soft Baroque, che reinterpretano il Refettorio della Casa delle Suore. Nello stesso edificio, Noritake Design Collection torna con nuove opere in porcellana, tra cui KILN, una collezione scultorea di Faye Toogood. Shakti Design Residency presenta i lavori del suo secondo programma, mettendo in relazione designer internazionali e atelier indiani in processi collaborativi che considerano l’eredità come condizione viva e in evoluzione. Prosegue la collaborazione con OLDER, studio milanese attivo tra moda e product design, con un nuovo pop-up al Tempio e le divise create ogni anno per lo staff di Alcova. Mutina ritorna a modellare l’area food & beverage con un bancone scultoreo caratterizzato da una collezione di piastrelle in ceramica disegnata da Ronan e Erwan Bouroullec, mentre l’offerta culinaria è firmata da Davide Longoni con la consulenza creativa di Alessandro Longhin.

Alcova Milano 2026 si presenta come un programma denso e articolato che coinvolge, tra gli altri: AA School of Architecture, Andrea Claire Studio, Anna Galtarossa, Around the Studio, AtMa Inc, Basetale, Boccamonte, Center for Creativity, Chelebi Room of Azerbaijan, Chen Furong x Envy Envy x Studiososlow, Design Academy Eindhoven, Elisa Uberti, Elitta, Fap Studio, Finepianta, Georgiev Kiril, Haworth and Cassina x Patricia Urquiola, HEAD Genève, House of Knot, Iranzo, ISSÉ x Sophie Dries, Jagdish Sutar, Jane Wright & Jesse Butterfield, Kiki Goti x Saridis of Athens, Kilzi, Laura Giudice, Livio Delesgues, Llewellyn Chupin, Ma-Ma, Mano, Marijke de Cock, Mariza Galani, Marlot Baus, Marrimor, Mati Sipiora & Aleksandra Jakuć, Natalia Triantafylli & Andrew Pierce Scott, NG Design, Noritake Design Collection, Novocastrain, Objects Mathematically Generated, Off Grid Collective, Offsite, Older Store, Oliwia Maria Studio & Curator Bureau, Pani Jurek Studio, Pet Lamp, Playinghouse, RKDS, Room-File, Salak Studio, Sema Topaloğlu Studio, Sexac Studio, Shakti Design Residency, Sikao, Sister by Studio Ashby, Slalom x Vai, So Koizumi, Sten Studio, Studio Do, Studio Jules Péan, Studio Lugo, Studio Ololoo x Blank x Restudio, Sugarwave, Theo Galliakis, UMPRUM Academy of Arts, Architecture and Design in Prague, Walter Visentin, Worn Studio, Xiaoyan Wei.

Quando cala la sera, VOCLA torna a vivere, proseguendo la collaborazione avviata lo scorso anno con Henge, questa volta all’interno di Alcova stessa. Un suggestivo hangar industriale dell’ex Ospedale Militare si trasforma per quattro sere in un club dedicato al design, dove l’architettura non è più semplice sfondo ma cassa di risonanza. Uno spazio nato per contenere viene riscritto come luogo di incontro, in un progetto site-specific firmato da Ugo Cacciatori.

Nicoletta Biglietti, 01 marzo 2026 | © Riproduzione riservata

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