Image

Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine

Image

Patrick Robyn, «The Antwerp Six», 1985

© Photography:

Image

Patrick Robyn, «The Antwerp Six», 1985

© Photography:

Tra castelli, musei e intelligenza artificiale: il 2026 culturale delle Fiandre

L’agenda culturale fiamminga dispiega con chiarezza la propria ambizione: far emergere l’essenza di una destinazione capace di coniugare patrimonio storico ed energia contemporanea

Alessia De Michelis

Leggi i suoi articoli

Non sono solo i musei a raccontare l’identità culturale delle Fiandre. Borghi, castelli e dimore storiche disseminati nel paesaggio ampliano la narrazione di una regione che intreccia arte e storia in modo organico. Nei dintorni di Anversa, ad esempio, il castello di Marnix de Sainte-Aldegonde custodisce la più grande collezione privata di incisioni di Pieter Bruegel il Vecchio, mentre il Castello d’Ursel si apre come raffinato scenario immerso in un parco secolare.

È però nelle città che l’agenda culturale fiamminga del 2026 dispiega con chiarezza la propria ambizione: far emergere l’essenza di una destinazione capace di coniugare patrimonio storico ed energia contemporanea. Da Anversa a Gent, fino a Bruges, il calendario si annuncia denso di mostre e nuove architetture culturali.

Ad Anversa il MoMu-Museo della Moda celebra il 40mo anniversario di The Antwerp Six, il gruppo di designer che nel 1986 proiettò la città sulla scena internazionale, segnando il percorso di figure come Dries Van Noten e Walter Van Beirendonck. 

Gent risponde con una forte rilettura storiografica: il Msk-Museum of Fine Arts presenta «Unforgettable», prima retrospettiva dedicata alle artiste dei Paesi Bassi storici tra Seicento e Settecento, riportando alla luce oltre quaranta protagoniste dimenticate. In autunno, il focus si sposta sul design con la riapertura del Design Museum e l’inaugurazione di una nuova ala.

Cuore simbolico del 2026 sarà però Bruges, dove l’8 maggio aprirà Brusk: 20mila metri quadrati destinati a diventare il fulcro del nuovo Bruges Museum Quarter. A inaugurarne la direzione artistica due mostre emblematiche: il debutto belga di Refik Anadol, pioniere dell’arte digitale basata sull’Intelligenza Artificiale, e «Bigger Picture», rilettura del medioevo brugense firmata dallo storico Peter Frankopan. Un dialogo tra passato globale e visioni del presente che definisce con chiarezza la traiettoria culturale delle Fiandre.

Alessia De Michelis, 11 gennaio 2026 | © Riproduzione riservata

Alessia De Michelis

Leggi i suoi articoli

Altri articoli dell'autore

Rivolto a 30 professionisti con almeno un anno di esperienza nel settore e una laurea triennale o titolo equivalente, il percorso affronta il patrimonio culturale privato e aziendale attraverso una prospettiva multidisciplinare. Le iscrizioni chiudono il 10 gennaio 2027

Curata da Fabio Viola con Michelangela Di Giacomo, Giuseppe Cosenza e Damiano Bordoni, l’esposizione ripercorre ottant’anni di storia del medium, mettendone in luce l’evoluzione da sperimentazione scientifica a fenomeno di massa

Chiusa da quarant’anni, acquisita dallo Stato nel 2006 e da allora oggetto di restauro, è stata restituita alla città l’11 ottobre, segnando un momento storico per la museologia e la tutela del patrimonio nel Mediterraneo orientale

Il nuovo nucleo del percorso espositivo racconta la fortuna del modello di Guido Reni attraverso due opere solitamente conservate nei depositi: «San Giovanni Battista» di Michele Desubleo e quello dipinto da Simone Cantarini e Flaminio Torri

Tra castelli, musei e intelligenza artificiale: il 2026 culturale delle Fiandre | Alessia De Michelis

Tra castelli, musei e intelligenza artificiale: il 2026 culturale delle Fiandre | Alessia De Michelis