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Redazione
Leggi i suoi articoliDal 12 al 15 marzo Bruxelles torna a essere uno dei punti nevralgici della scena internazionale del design con la nuova edizione di COLLECTIBLE, la fiera dedicata esclusivamente al collectible design del XXI secolo, ospitata come di consueto negli spazi modernisti del Vanderborght Building. Anticipata dalla preview per VIP e stampa dell’11 marzo, la manifestazione giunge alla sua nona edizione europea consolidando un formato curatoriale che negli ultimi anni ha contribuito a ridefinire il rapporto tra design, arte e produzione in serie limitata.
Fondata nel 2018 da Clélie Debehault e Liv Vaisberg, COLLECTIBLE si è affermata come una piattaforma internazionale capace di riunire gallerie, studi indipendenti e collettivi di designer, affiancati da curatori, istituzioni e fondazioni. Il progetto espositivo si distingue per un impianto fortemente curatoriale che privilegia opere uniche, edizioni limitate e spesso vere e proprie anteprime mondiali, collocando il design contemporaneo in una dimensione di ricerca che oscilla tra funzione, scultura e sperimentazione materica. Dopo l’espansione negli Stati Uniti con una seconda edizione newyorkese, la fiera belga rimane il cuore di questa piattaforma globale, nonché un momento strategico nel calendario internazionale del design, a un passo dal suo decimo anniversario.
L’articolazione della fiera si sviluppa attraverso diverse sezioni tematiche che riflettono le principali linee di ricerca del settore. Al centro si trova MAIN, che riunisce una selezione di gallerie consolidate impegnate nel dialogo tra design, architettura e arti visive. Tra i debutti di quest’anno figurano kammer, Objekt Gallery, VAN OOSTEROOM GALLERY, Galerie Liberté e Second Nature Gallery, affiancate da realtà già note al pubblico della fiera come Cour, Gusch, Uppercut, Maniera, VASTO Gallery e Spazio Viruly. Proprio Maniera presenta un solo show della designer francese Anouck Morlon, con nuove opere tra cui la seduta Ravioli One Seater e il tessile Blanket, mentre la galleria belga Cour sceglie una scenografia radicalmente diversa dai suoi precedenti allestimenti minimalisti, costruendo uno spazio vibrante dominato da carte da parati e tonalità terrose. Gusch, invece, mette in scena un ambiente immersivo in cui mobili brutalisti in legno scolpito dialogano con tessuti saturi di colore e riferimenti all’estetica antroposofica.
La fiera COLLECTIBLE è visitabile a Bruxelles dal 12 al 15 marzo. Courtesy of COLLECTIBLE
La fiera COLLECTIBLE è visitabile a Bruxelles dal 12 al 15 marzo. cortesi of Collectibles
Accanto alla sezione principale, NEW GARDE continua a rappresentare uno dei nuclei più dinamici della fiera, offrendo visibilità internazionale a giovani gallerie, collettivi e project space. Tra gli espositori figurano Bureau Parso, CASA SÒLER, Experience La Galería, FULL CIRCLE, LIDS Project, REGARDING RELATIONS e Unveiled Collective. Qui emergono ricerche spesso radicali che lavorano su materiali industriali, tecniche ibride e nuovi modelli di collaborazione tra designer. Unveiled Collective, per esempio, riunisce nove neolaureati della LUCA School of Arts con una serie di lavori incentrati ciascuno su un materiale specifico, mentre REGARDING RELATIONS propone un’installazione che rilegge il boudoir come spazio storico di intimità e autonomia femminile. La sezione BESPOKE è dedicata agli studi indipendenti che presentano lavori su commissione o realizzati su misura, ribadendo l’importanza della relazione diretta tra designer e produzione artigianale. Tra i partecipanti figurano Lukas Cober, ÆTHER/MASS, André Teoman Studio, Studio LOHO, Llewellyn Chupin e Atelier Van Lieshout. In questo contesto emergono pratiche che combinano sperimentazione tecnica e narrazione simbolica: Paul Coenen e Rino Claessens proseguono la loro ricerca sul metallo piegato senza saldature né viti, mentre ÆTHER/MASS sviluppa oggetti che trasformano la funzione in veicolo di significati narrativi e rituali.
Un’altra area chiave è ARCHITECT <=> DESIGNER, che mette in luce il ruolo degli architetti nella produzione di mobili e oggetti d’arredo contemporanei. Tra i protagonisti figurano Hadrien Hach, Tessa Sakhi, LEFEBVRE | LANNAUX e N° by inside-insight. Hach presenta Frozen Glow, una serie di sculture luminose realizzate con Silk Crystal, materiale ottenuto cristallizzando seta tecnica in superfici traslucide; Sakhi propone invece The Spiral Collection, ispirata ai frammenti di colonne classiche rinvenuti in una cava libanese e reinterpretati in mobili e lampade che oscillano tra memoria archeologica e funzione quotidiana. Novità della nona edizione è TABLESCAPES, una sezione che esplora il tavolo come luogo di progetto, ritualità e incontro. Designer e studi – tra cui Clara Valdes, Giulia Cosenza con Salon Poisson, Janne Claes e WORN STUDIO – riflettono sulle pratiche contemporanee della tavola, tra scenografie distopiche, ceramiche realizzate con argille di recupero e utensili che interrogano il confine tra uso e gesto performativo. Momento tradizionalmente centrale della fiera è la CURATED section, concepita come laboratorio di sperimentazione. Per il 2026 la sezione è affidata alla giornalista e curatrice Marine Mimouni, che propone il tema «Echoes of Use», un’indagine sulla memoria degli oggetti e sulle tracce lasciate dal tempo, dalla luce e dai gesti quotidiani. Designer come Kim Haagen Studio, Kyunchul Kim, Silvia Sukopova, Franz Ehn, Henry Svendsen e Romeo Mignot presentano lavori che interrogano la possibilità che mobili e superfici possano conservare una dimensione emotiva o tattile. La scenografia, progettata da Romain Joly e Lisa Bravi, prende come punto di partenza la figura della scatola di cartone, trasformata in principio spaziale attraverso un ambiente tessile mimetico che ripensa imballaggio, transito e archiviazione come elementi narrativi.
Completa il percorso una serie di special projects che coinvolgono partner e istituzioni. Il brand belga Bellerose firma, insieme al designer Lukas Cober, la scenografia dell’ingresso della fiera, concepita come una soglia immersiva tra spazio urbano ed esperienza espositiva, mentre la maison svizzera Rado presenta nuovi modelli della collezione True Round sviluppati con la palette cromatica Les Couleurs® Le Corbusier®. Nel cuore della fiera, infine, il progetto Combo Toys introduce un’area ludica modulare realizzata con plastiche riciclate, trasformando il design in un’esperienza collettiva e partecipativa.
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