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Riccardo Deni
Leggi i suoi articoliPuò un dipinto di Mark Rothko descrivere il tempo meglio di un'icona con una nuvola o di una temperatura espressa in gradi? È la domanda da cui prende forma Current Rothko, il progetto ideato dal designer e direttore creativo finlandese Joonas Virtanen, che trasforma le previsioni meteorologiche in un'esperienza visiva attraverso il linguaggio della pittura astratta. L'idea nasce da un'osservazione tanto semplice quanto efficace. Le applicazioni meteo restituiscono dati oggettivi – temperatura, precipitazioni, vento, umidità – ma raramente comunicano ciò che una giornata "fa sentire". L'atmosfera, invece, è anche una condizione percettiva, emotiva e culturale. È proprio questo spazio che Virtanen prova a occupare, sostituendo le tradizionali icone meteorologiche con una selezione di opere di Rothko.
Il sistema utilizza la posizione geografica dell'utente e raccoglie una serie di parametri: temperatura, ora del giorno, copertura nuvolosa, pioggia, nebbia, condizioni atmosferiche, alba e tramonto. Questi dati vengono elaborati attraverso un motore che costruisce un vero e proprio "profilo emotivo" della giornata, confrontandolo con 89 dipinti del maestro dell'espressionismo astratto precedentemente classificati secondo registri cromatici e atmosferici. Il risultato non pretende di essere una classificazione scientifica dell'arte, né un esercizio di storia della pittura. È piuttosto una traduzione poetica del dato meteorologico, che suggerisce come un pomeriggio estivo possa essere evocato dai gialli e dai rossi delle tele degli anni Cinquanta, mentre una giornata fredda e velata richiami i grigi, i blu profondi e i viola delle opere tarde realizzate per la Rothko Chapel.
L'operazione è interessante perché sposta Rothko fuori dal museo senza banalizzarne il linguaggio. Da decenni la sua pittura viene interpretata come una ricerca sulla percezione, sulla luce e sulla capacità del colore di generare stati emotivi. Current Rothko utilizza proprio questa qualità, trasformando le grandi superfici cromatiche in uno strumento di lettura del presente. L'aspetto più originale del progetto riguarda il rapporto tra intelligenza artificiale e patrimonio artistico. In questo caso l'IA non produce nuove immagini nello stile di Rothko, pratica che solleva note questioni di copyright e autenticità, ma utilizza opere già esistenti come dispositivo interpretativo. L'algoritmo non crea arte: costruisce connessioni tra fenomeni atmosferici e immagini storiche, proponendo una diversa modalità di visualizzare dati complessi.
L'iniziativa si inserisce inoltre in una tendenza sempre più evidente nel design digitale: trasformare interfacce e servizi in esperienze narrative. Le piattaforme non si limitano più a fornire informazioni, ma cercano di costruire un linguaggio, una relazione emotiva con l'utente, spesso attraverso riferimenti alla storia dell'arte, alla fotografia o alla cultura visiva. Naturalmente il progetto non sostituisce le previsioni meteorologiche tradizionali. Nessuno consulterà un Rothko per decidere se portare un ombrello. La sua forza risiede altrove: ricorda che il clima non è soltanto una sequenza di numeri, ma una condizione percettiva condivisa, fatta di luce, colore e sensazioni.
Riccardo Deni
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