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Gianfranco Ferroni
Leggi i suoi articoliDue sedi, l’Instituto Cervantes di Roma a piazza Navona e la Real Academia de España en Roma, al Gianicolo, per la mostra “Monumenti di spagnoli a Roma. Passato e presente di un paesaggio culturale”, organizzata congiuntamente dal progetto di ricerca Aniho, dalla Scuola Spagnola di Storia e Archeologia di Roma (Eehar-Csic), dall'Instituto Cervantes di Roma e dall'Accademia di Spagna a Roma, con il supporto del progetto Pccr e dell'Ambasciata di Spagna in Italia. Un tour che ricorda l'antico Collegio Spagnolo di Palazzo Altemps, il ritratto di Innocenzo X di Velázquez, ma anche il palazzo della famiglia Vacas. Visibile fino al 15 ottobre, il progetto vuole avvicinare il pubblico internazionale all'eredità storico-artistica spagnola nella Città Eterna. Inaugurata dall’ambasciatore Miguel Fernández-Palacios Martínez, l’iniziativa esplora la profonda impronta ispanica nella capitale e sottolinea le antiche relazioni artistiche e culturali. Punto di partenza dell’esposizione, a cura di Paloma Martín-Esperanza, Gloria Mora e Antonio Duplá, l'opera “Monumentos de españoles en Roma, y de portugueses e hispano-americanos” dello storico dell’arte e umanista Elías Tormo y Monzó (1869-1957), pubblicata a Roma nel 1940 e a Madrid nel 1942, realizzata in due volumi, prima ed unica sintesi sui monumenti che hanno una relazione diretta o indiretta con Spagna, Portogallo e d Iberoamerica. Nel XV secolo si insediò nella Città Eterna e nei suoi dintorni una comunità ispanica, complice l’arrivo di papa Alessandro VI, ovvero Rodrigo Borgia, amante delle parate spettacolari e dei trionfi gastronomici: da qui, corride e carnevali, oltre a molteplici funzione religiose con al centro l'antica chiesa nazionale, San Giacomo degli Spagnoli. Con il Tempietto di San Pietro in Montorio, emblema della Real Academia de España en Roma, co-protagonista della duplice esposizione: una costruzione commissionata al Bramante dai re cattolici di Spagna Isabella I di Castiglia e Ferdinando II d'Aragona come scioglimento di un voto. In seguito, nel complesso conventuale fu presente una congregazione spagnola ed ancora oggi una parte degli edifici circostanti il tempietto sono sede dell'accademia. Da sottolineare che nella serata di martedì 14 ottobre proprio nella Real Academia de España en Roma è in programma la conferenza di Paloma Martín-Esperanza, dell’Università Autonoma di Madrid, sul tema “Più che pellegrini: gli spagnoli di fronte alla Roma classica”. Al centro dell’incontro, la visione spagnola delle rovine dell'antichità, con gli storici soggiorni capitolini di alcuni personaggi, da Cervantes ad Alfonso XIII.
Tempietto di San Pietro in Montorio
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