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Camilla Sordi
Leggi i suoi articoliLa trama del collezionismo del Novecento si compone raramente di un intreccio così profondo tra ricerca intellettuale, intesa affettiva e rigore estetico come quella intessuta da Michel Périnet e Françoise Cailles, mercanti d'arte francesi della seconda metà del Novecento, uniti sia nella vita privata sia nella passione per il collezionismo. A Parigi, il prossimo dicembre, Sotheby’s trasformerà questo sodalizio lungo una vita in un evento d'asta. La vendita, articolata in due incanti dal vivo il 1° e 2 dicembre 2026 e in una sessione online il 4 dicembre, porterà sul mercato oltre duecento pezzi tratti dall'appartamento parigino della coppia a Saint-Germain-des-Prés, un ambiente intimo dove l'Art Nouveau, l'Art Déco, il Surrealismo e l'oreficeria d'autore hanno convissuto in una continua e coerente conversazione visiva.
La nascita del patrimonio affonda le radici nelle traiettorie personali dei due fondatori. Michel Périnet, nato a Parigi nel 1930 e scomparso dopo una carriera da antiquario e mercante discreto ma decisivo, fu tra i primissimi a cogliere il valore dell'Art Nouveau in anni di generale disattenzione, contribuendo in modo decisivo alla riscoperta di René Lalique e influenzando la percezione internazionale del design Art Déco e dell'arte primordiale. Al suo fianco, Françoise Cailles, nata nel 1939 e affermatasi come una delle più autorevoli storiche della gioielleria francese, ha firmato studi fondamentali sulla maison René Boivin, imponendosi in un settore all'epoca prevalentemente maschile con una precisione scientifica e una sensibilità uniche. Il loro incontro, avvenuto proprio grazie all'universo dei preziosi e coronato dal matrimonio nel 1981, ha dato vita a un cinquantennio di acquisizioni condotte con intuito e rigore metodologico.
Tra i nuclei più complessi della raccolta spiccano le opere su tela e carta, guidate da una selezione di sei lavori firmati da Francis Picabia, rimasti lontani dagli sguardi del pubblico per diversi decenni. Tra questi figura la celebre tela «Femme à l’ombrelle», eseguita intorno al 1924-25, opera acquistata direttamente da André Breton durante la vendita della collezione di Marcel Duchamp nel 1926 e successivamente esposta nella vetrina della Galleria Surrealista a Parigi. Di straordinaria rilevanza storica è anche «Sans titre» (circa 1926-27), un acquerello cinto da una montatura in metallo traforato ideata da Pierre Legrain, proveniente dalla dispersione della collezione di Jacques Doucet del 1972: un lavoro che nella dimora dell'umanista a Neuilly era posizionato accanto a «Les Demoiselles d’Avignon» di Pablo Picasso. Il percorso dedicato al pittore comprende anche la potente carica provocatoria Dada di «La Veuve joyeuse», data al 1921.
La sezione dedicata alle arti decorative raccoglie pezzi iconici firmati dai maestri del primo Novecento. Spicca un mobile libreria a cinque scomparti in legno di palma realizzato a quattro mani da Eugène Printz e Jean Dunand, caratterizzato da uno snodo di moduli girevoli e da raffinate placche in rame geometrico. Si affianca il paravento «Exotic forest», struttura in legno laccato con rifiniture in oro e argento creata da Jean Dunand con Jean Lambert-Rucki, presentata sia all'esposizione della Galerie Georges Petit del 1923 sia alla celebre Esposizione Internazionale di Arti Decorative di Parigi del 1925. La scultura Art Déco trova invece uno dei suoi vertici in «Fleur cubiste», pezzo unico in granito e ametista realizzato nel 1923 da Joseph Csaky e passato storicamente per le collezioni di Marcel Coard e Léonce Rosenberg, cui si aggiunge «Tête de jeune homme» di Léon Indenbaum, scultura in bassorilievo già parte dello studio di Jacques Doucet.
A completare l'itinerario collezionistico si colloca la raffinata selezione di gioielleria d'autore, naturale estensione degli studi e della passione della coppia. In questo ambito emergono rari ornamenti da busto in smalto, crisoprasio e diamanti firmati da René Lalique e la spilla articolata a forma di leone in oro giallo e diamanti concepita intorno al 1950 dalla maison René Boivin, a testimonianza di un gusto che ha saputo fondere la precisione della pietra e del metallo con le grandi correnti visive del secolo scorso.
Francis Picabia, Femme à l’ombrelle (circa 1924-25)
Francis Picabia, Sans titre (circa 1926-27), frame by Pierre Legrain
Joseph Csaky (1888-1971), Fleur cubiste, pièce unique
Eugène Printz et Jean Dunand (1889-1948 | 1877-1942), Meuble bibliothèque
Camilla Sordi
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