Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine
Camilla Sordi
Leggi i suoi articoliFino al 12 settembre dalla sede parigina di MASSIMODECARLO si affaccia un'unica, imponente superficie pittorica: un dittico di oltre due metri di larghezza pensato come una scenografia teatrale posta direttamente a contatto con la strada. Con la sua prima mostra personale presso la galleria, intitolata Rat-A-Hum-Tat-Tat-Rat-A-Hum-Tat-Tat, l'artista canadese d'origine cinese Xiao Guo Hui affronta così un tema con cui chiunque viva in una metropoli si trova a convivere quotidianamente: la natura pervasiva del rumore.
Per l'opera esposta nella vetrina, Xiao - nato nel 1969, formatosi all'Accademia di Belle Arti di Guangzhou e da anni residente a Fontainebleau - ha tratto spunto dagli otto anni trascorsi nel quartiere del Marais. Il salotto elegante dell'arte parigina, segnato però dal ritmo incessante dei camion della nettezza urbana, dai soffietto per le foglie, dai macchinari dei cantieri e da ogni sollecitazione che una grande città porta costantemente con sé. Mettendo da parte l'entusiasmo che un secolo fa portò i Futuristi a celebrare il rombo e la velocità della macchina come sinfonia del futuro, l'artista guarda piuttosto alla reazione di Arthur Schopenhauer di fronte ai rumori molesti del proprio tempo, interrogandosi su quali suoni una città decida di tollerare in nome dell'ordine e della pulizia.
La composizione del dittico muove allora per contrapposizione formale e concettuale. Se un lato evoca la meccanizzazione autorizzata dello spazio pubblico, sul lato opposto si raduna una folla di danzatori - professionisti e amatori - immersi in un movimento collettivo e condiviso. L'ispirazione iniziale nasce dall'osservazione di Place Colette, di fronte al Louvre, poi rielaborata a memoria in un luogo d'invenzione. Inserendo la danza accanto alle macchine, Xiao evita di guidare il giudizio dell'osservatore, sospendendo volutamente il significato dell'opera e lasciando a chi guarda il compito di definire quale sia il vero rumore che la città dovrebbe emanare.
Il processo di realizzazione riflette il medesimo rifiuto per la levigatezza e l'efficienza industriale. Dopo aver abbandonato la pittura a olio, Xiao ha recuperato le antiche tecniche del tempera all'uovo e dell'affresco, studiando le ricette e la manualità descritte nel Libro dell'Arte di Cennino Cennini. La preparazione dei supporti in lino, la macinazione manuale dei pigmenti e la stesura per strati successivi restituiscono una superficie opaca e materica, lontana dalle finiture levigate della pittura contemporanea. L'abbigliamento dei personaggi, elemento fondamentale per definire l'identità di ciascuna figura secondo la lezione di Botticelli e Piero della Francesca, nasce invece dalla collaborazione con la moglie Chen Wen Qing, artista e designer che progetta e confeziona su misura gli abiti per ogni singolo soggetto.
Allineata alla superficie del vetro, l'opera crea così un cortocircuito visivo con il flusso dei passanti e del traffico esterno. Il mondo lento e stratificato della pittura antica si trova a diretto contatto con la frenesia della strada, trasformando la vetrina della galleria in un palcoscenico su cui si misura la distanza tra il rumore subito della città e il tempo lento della creazione artistica.
Xiao Guo Hui, Rat-A-Hum-Tat-Tat-Rat-A-Hum-Tat-Tat, 2026 at MASSIMODECARLO Pièce Unique © Thomas LannesXiao Guo Hui, Rat-A-Hum-Tat-Tat-Rat-A-Hum-Tat-Tat, 2026 at MASSIMODECARLO Pièce Unique © Thomas Lannes
Xiao Guo Hui, Rat-A-Hum-Tat-Tat-Rat-A-Hum-Tat-Tat (dettaglio), 2026 at MASSIMODECARLO Pièce Unique © Thomas Lannes
Xiao Guo Hui, Rat-A-Hum-Tat-Tat-Rat-A-Hum-Tat-Tat (dettaglio), 2026 at MASSIMODECARLO Pièce Unique © Thomas Lannes