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Le nuove Geffen Galleries del Lacma di Los Angeles sono un’eccezione virtuosa in una generale situazione di degrado dei musei americani

© Iwan Baan

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Le nuove Geffen Galleries del Lacma di Los Angeles sono un’eccezione virtuosa in una generale situazione di degrado dei musei americani

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Sos per i musei americani: la maggior parte ha emergenze strutturali non più rinviabili

Secondo un nuovo rapporto di un organo di controllo del governo federale degli Stati Uniti, l’85% di queste istituzioni in tutto il Paese ha in sospeso delle manutenzioni rinviate e ha importanti urgenze di riparazione

Gaspare Melchiorri

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In America la maggior parte dei musei hanno un’emergenza strutturale: i loro edifici stanno cadendo a pezzi. Un nuovo rapporto del Government Accountability Office (un ufficio indipendente che funge da istituzione superiore di controllo del governo federale, spesso definita il «cane da guardia del Congresso») comunica che circa l’85% dei musei in tutto il Paese ha in sospeso delle manutenzioni rinviate e ha importanti urgenze di riparazione. Ancora più preoccupante è il fatto che il 77% dichiara di avere almeno un problema di struttura che potrebbe mettere a rischio le proprie collezioni.

Questa situazione stride con l’immagine comune del museo come istituzione ben finanziata ospitata in un edificio maestoso. La maggior parte dei circa 16.700 musei del Paese sono in realtà strutture di piccole dimensioni con risorse insufficienti, spesso ospitate in edifici storici o fatiscenti, costosi da mantenere e difficili da ristrutturare.

Nella maggior parte dei casi gli interventi di fondo possono essere una questione di sopravvivenza. Un nuovo tetto o un nuovo impianto di climatizzazione possono assorbire una quota enorme del bilancio annuale. Circa la metà dei musei dichiara di avere oltre 100mila dollari di manutenzioni rinviate. Se si rimandano le riparazioni, ci si può eventualmente arrangiare con soluzioni di fortuna, con opere d’arte che finiscono in depositi improvvisati come garage o persino bagni.

L’accessibilità aggiunge un’ulteriore difficoltà. Molti edifici d’epoca non rispettano gli standard moderni e costringono i visitatori a districarsi tra scale, terreni irregolari o siti semplicemente irraggiungibili senza una profonda ristrutturazione. E per i musei situati in zone rurali o remote, incide moltissimo il costo di materiali e manodopera.

Il problema di fondo è la mancanza di denaro. I finanziamenti federali per i musei raramente coprono i costi di costruzione o di lavori di ristrutturazione, costringendo le istituzioni a fare affidamento su raccolte fondi private. Nel frattempo, i costi di manutenzione continuano ad accumularsi, a volte al punto che sarebbe più economico ricominciare da capo con un nuovo edificio.

Il rapporto del Government Accountability Office arriva proprio quando il Congresso sta valutando il futuro dell’Institute of Museum and Library Services (Imls), la principale agenzia federale a sostegno dei musei. Il suo bilancio ammonta attualmente a poco meno di 300 milioni di dollari, e dal modo in cui tali fondi vengono utilizzati dipende la sopravvivenza di molti di questi musei.

Gaspare Melchiorri, 08 maggio 2026 | © Riproduzione riservata

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