Image

Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine

Image

Due dei manoscritti relativi alla storia della Città della Spezia ora restaurati

Foto Ansa

Image

Due dei manoscritti relativi alla storia della Città della Spezia ora restaurati

Foto Ansa

Sono stati restaurati 55 manoscritti relativi alla storia della città della Spezia

Sedici documenti provengono dal Monastero di San Venerio del Tino, altri sono atti notarili relativi al territorio del Golfo della Spezia e alle zone limitrofe

Torna agli antichi splendori il Fondo pergamene della biblioteca civica e dell'archivio storico comunale della Spezia. I 55 manoscritti, dall’XI secolo fino ai primi dell'Ottocento, rappresento una delle raccolte documentarie più rilevanti conservate dalla biblioteca civica Ubaldo Mazzini. Le pergamene furono raccolte nel tempo dai direttori Ubaldo Mazzini e Ubaldo Formentini, nell'ambito delle loro ricerche sulla storia del territorio.

«Questi documenti, ha dichiarato il sindaco Pierluigi Peracchini, ripercorrono la storia del nostro territorio, costituiscono una testimonianza straordinaria per approfondire le origini della Spezia e la sua evoluzione attraverso secoli ed epoche e sono un modo concreto per riscoprire le nostre radici».

Una parte importante del Fondo riguarda le carte del monastero di San Venerio del Tino, per un totale di sedici unità, studiate e pubblicate da Giorgio Falco nel 1917 e nel 1933. A queste si aggiungono diversi atti notarili relativi al territorio del Golfo della Spezia e alle zone limitrofe. Il primo nucleo della raccolta fu acquistato dal Comune della Spezia nel 1902, per la somma di 350 lire da un cittadino sarzanese che le conservava nella propria collezione privata.

I documenti offrono testimonianze preziose sulle dinamiche politico-sociali dell’epoca, sull’economia delle comunità monastiche e territoriali locali, sulla storia feudale della Lunigiana e sull'antica toponomastica. Particolare rilievo assumono le pergamene legate al Monastero di Santa Maria e San Venerio del Tino, edificato attorno al 1050 dai monaci Benedettini in corrispondenza della sepoltura con le reliquie del santo. Gli atti documentano donazioni, conferme di privilegi, proprietà, diritti e rapporti feudali.

Molte pergamene presentavano danni accumulati nel corso dei secoli, dovuti a umidità, pieghe, abrasioni e macchie di diversa natura. Il restauro ha previsto la spolveratura e la pulitura dei supporti e degli inchiostri con tecniche professionali, il risarcimento delle lacune e lo spianamento dei materiali ove necessario.

Redazione, 23 giugno 2026 | © Riproduzione riservata

Altri articoli dell'autore

Dalla luce fugace di Monet ai diamanti della Milano bene passando per il rigore alpino di Vallet e i bronzi imperiali di Huế, la casa d’aste zurighese firma un catalogo enciclopedico

Il Consiglio di Amministrazione dell’ente ha definito un assetto organizzativo che prevede una più chiara articolazione delle responsabilità tra il direttore generale e il futuro direttore tecnico-scientifico, chiamati a operare in stretta collaborazione, ciascuno nell’ambito delle rispettive competenze

Come si comunica l'arte oggi? Il Giornale dell'Arte interroga i protagonisti della comunicazione culturale italiana. La comunicazione dell'arte sta attraversando una trasformazione profonda. Uffici stampa, responsabili della comunicazione e consulenti culturali sono oggi chiamati a governare un ecosistema in cui convivono stampa, social media, intelligenza artificiale, dati, reputazione e costruzione delle comunità. Con una serie di interviste ai principali professionisti italiani del settore, Il Giornale dell'Arte avvia una ricognizione sul presente e sul futuro della comunicazione culturale, per comprenderne evoluzione, criticità e nuove responsabilità.

Con 183 gallerie da 35 Paesi, oltre 34mila presenze e quasi 70 progetti monografici, Artissima chiude la sua 33ª edizione confermando un'identità costruita attorno alla ricerca, alla sperimentazione e alla qualità curatoriale. Sotto la direzione di Luigi Fassi, Torino rafforza il proprio ruolo di piattaforma internazionale per artisti, galleristi, collezionisti e musei. Dai 300mila euro del Fondo Acquisizioni di Fondazione Arte CRT alle nuove opportunità per le gallerie emergenti, il bilancio di una fiera che continua a investire sulla scoperta.

Sono stati restaurati 55 manoscritti relativi alla storia della città della Spezia | Redazione

Sono stati restaurati 55 manoscritti relativi alla storia della città della Spezia | Redazione