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Vittorio Bertello
Leggi i suoi articoliPotrebbe diventare una sorta di «Pompei del Galles», come affermano un po’ pomposamente gli organi di stampa locali, la grande villa romana scoperta a un metro di profondità sotto un parco a Port Talbot, località a una cinquantina di chilometri ad ovest di Cardiff, a parere degli archeologi che hanno effettuato il ritrovamento. In Galles i resti romani più frequenti corrispondono in genere ad accampamenti militari e fortezze, mentre grandi ville come questa sono rare.
La squadra di ricercatori, costituita da membri del centro di ricerca e formazione sul patrimonio culturale dell’Università di Swansea, del consiglio comunale di Neath Port Talbot e della chiesa dell’abbazia di Margam, ha trovato alcune tracce della villa nel Margam Country Park, una tenuta rurale di circa 340 ettari di estensione, popolare meta turistica come oasi naturalistica. «Pare avesse sei stanze principali nella parte anteriore, con due corridoi che conducevano a otto stanze nella parte posteriore», ha dichiarato alla stampa il responsabile del progetto Alex Langlands.
Si tratta della più grande villa romana mai trovata in Galles. «Mi sono quasi usciti gli occhi dalle orbite», ha aggiunto lo studioso. «È troppo presto per formulare ipotesi sulla datazione dell’edificio, sulle sue caratteristiche architettoniche, su chi lo abbia costruito e su come sia poi stato abbandonato. Ma solo partendo dalla ricognizione geofisica si potranno iniziare a formulare ipotesi sull’importanza che questo sito deve aver avuto».
Secondo Langlands, professore associato di patrimonio e storia dell’Università di Swansea, la villa potrebbe essere stata la residenza di un dignitario locale. Lo studioso ritiene che la scoperta spingerà gli esperti a rivalutare la storia del Galles meridionale durante il periodo romano-britannico.
Le indagini geofisiche hanno inoltre rivelato la presenza di un imponente edificio con navate a sud-est della villa, che potrebbe essere un grande magazzino agricolo o forse una sala riunioni di un periodo più tardo. Ulteriori indagini saranno condotte dopo la messa in sicurezza del sito, mentre gli scavi devono ancora iniziare.
Il progetto archeologico, noto come ArchaeoMargam, è finanziato dal Neath Port Talbot Council attraverso un fondo governativo britannico noto come «Shared Prosperity Fund».
A sinistra, i lineamenti della villa romana all'interno della sua cinta difensiva. A destra, registrazione interpretativa del rilevamento con georadar del sito della villa. Immagini: Terradat
Vittorio Bertello
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