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Roberto Mercuzio
Leggi i suoi articoliDopo sei anni di scavi archeologici a Tell el-Farama, sito dell’antica città di Pelusio, nel Sinai settentrionale, una missione archeologica egiziana del Consiglio Supremo delle Antichità ha portato alla luce i resti di una struttura religiosa caratteristica dedicata alla divinità eponima di Pelusio. I resti ancora visibili della struttura comprendono un imponente bacino circolare. Esso era unito a un ramo del Nilo ed era alimentato dall’acqua che trasportava il limo, simbolicamente legato a questa divinità, connessa ai concetti di acqua e di fertilità. Il nome stesso della città deriva dalla parola greca «pelos», che significa «fango», a testimonianza di questa associazione simbolica.
Intorno alla vasca, che ha un diametro di 35 metri ca, si estende un sistema integrato di canali d’acqua con funzione di drenaggio, mentre al centro si trova una base quadrata, probabilmente destinata a sostenere una grande statua della divinità. Gli strati archeologici rinvenuti nel sito indicano un uso continuativo della struttura dal II secolo a.C. fino al VI d.C., con modifiche architettoniche minime nel corso del tempo.
Hisham Hussein, responsabile della missione, ha spiegato che gli studi su questa struttura sono iniziati nel 2019, quando il team aveva portato alla luce non più di un quarto di un edificio circolare in mattoni rossi. All’epoca, era stato inizialmente interpretato come un edificio che ospitava il consiglio comunale o il senato.
Gli scavi proseguiti nelle stagioni successive hanno però rivelato l’estensione complessiva dell’area, dimostrando che si tratta in realtà di un complesso architettonico di grandi dimensioni. Al suo centro si trova un bacino circolare del diametro di 35 metri, circondato da canali d’acqua e altri bacini di raccolta, con diversi ingressi a est, a sud e a ovest. Il team di ricerca ha condotto studi sul campo approfonditi, affiancati da analisi comparative con modelli architettonici simili risalenti ai periodi ellenistico e romano al di fuori dell'Egitto.
A seguito di una serie di dibattiti accademici con esperti internazionali, tra cui Jean-Yves Carrez-Maratray dell’Università della Sorbona, l’interpretazione della struttura è stata rivista. È ormai accertato che l’edificio non potesse fungere da sala del consiglio comunale, ma rappresenti piuttosto un impianto idraulico sacro legato a pratiche rituali religiose.
Il ministro egiziano del Turismo e delle Antichità Sherif Fathy ha espresso la sua soddisfazione per la scoperta, sottolineando che essa evidenzia l’importanza strategica e archeologica del Sinai settentrionale e ribadendo l’impegno del Ministero a proseguire gli scavi e gli studi scientifici nel sito.
Hisham El-Leithy, segretario generale del Consiglio Supremo delle Antichità, ha definito la scoperta di grande rilevanza e ha spiegato che i resti del tempio rivelano un progetto architettonico unico, che combina le tradizioni dell’antico Egitto con lo stile ellenistico e con quello romano, offrendo un raro e tangibile esempio di interazione culturale tra l'Egitto e il più ampio mondo mediterraneo.
Una veduta aerea della struttura circolare rinvenuta a Tell-El-Farama. Foto Ministero Egizio del Turismo e delle Antichità, via X
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