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Valeria Sermonti
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Dopo il recupero della «Pala del Durante», il Comune di Fano rinnova la collaborazione con l’Opificio delle Pietre Dure di Firenze per un’altra importante opera di Pietro Vannucci, il Perugino. Questa volta a raggiungere i laboratori della Fortezza da Basso sarà l’«Annunciazione», oggi custodita nella Chiesa di Santa Maria Nuova, che sarà sottoposta a un articolato percorso di indagini e interventi conservativi.
Il nuovo accordo tra il Comune di Fano e il Ministero della Cultura prevede, per l’amministrazione comunale, una spesa iniziale di 10mila euro destinata alle indagini diagnostiche, a cui si aggiungeranno i costi per il trasporto dell’opera. La partenza è prevista per i primi giorni di dicembre e sarà affidata a un operatore specializzato nella movimentazione di opere d’arte, così da garantire la massima sicurezza durante il trasferimento verso Firenze.
La necessità di intervenire emerge dalla relazione preliminare dell’Opificio, che ha rilevato alcune criticità sia nella pellicola pittorica sia nel supporto ligneo. Una volta arrivata nei laboratori, l’«Annunciazione» sarà sottoposta innanzitutto a un trattamento anossico, finalizzato a contrastare l’eventuale presenza di insetti xilofagi, organismi che possono danneggiare il legno. Successivamente saranno approfondite le condizioni della struttura lignea e degli strati pittorici attraverso specifiche indagini diagnostiche.
I risultati consentiranno di definire il progetto definitivo di restauro, stabilendo modalità operative, tempi e costi complessivi dell’intervento. La durata è stata stimata preliminarmente in circa due anni e mezzo, ma il cronoprogramma dovrà essere definito soltanto al termine della prima fase di studio. Anche il ritorno dell’opera nella chiesa di Santa Maria Nuova sarà valutato una volta conclusi i lavori.
L’intervento rappresenta un’importante opportunità non soltanto sul piano conservativo, ma anche per approfondire la conoscenza dell’artista umbro. Come ha spiegato la soprintendente dell’Opificio delle Pietre Dure, Emanuela Daffra, le indagini permetteranno infatti di acquisire nuove informazioni sul metodo di lavoro del Perugino e sulle tecniche pittoriche da lui utilizzate, contribuendo ad arricchire gli studi sulla sua produzione artistica.
Per il sindaco Luca Serfilippi, il restauro costituisce un passaggio necessario per tutelare un’opera di grande valore e creare le condizioni per restituirla alla città, con l’auspicio di riportarla nella sua sede originaria. Il primo cittadino ha inoltre sottolineato l’importanza della collaborazione con l’Opificio, già sperimentata con successo in occasione del recupero della Pala del Durante.
Sulla stessa linea l’assessora alla Cultura Lucia Tarsi, che ha ribadito la volontà dell’Amministrazione di valorizzare l’intero patrimonio artistico e archeologico fanese. Un impegno che va oltre il progetto dedicato a Vitruvio e comprende anche le opere conservate nelle chiese e nei musei cittadini. L’«Annunciazione» del Perugino diventa così la nuova protagonista di un percorso di tutela che punta a preservare la memoria artistica di Fano e a trasmetterla alle generazioni future.
Valeria Sermonti
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