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Veduta dell’installazione site specific di Anohni nel chiostro di Santa Caterina a Formiello

Foto Francesco Squeglia

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Veduta dell’installazione site specific di Anohni nel chiostro di Santa Caterina a Formiello

Foto Francesco Squeglia

Anohni a Napoli con «Jesus as a Girl»: arte, spiritualità e rinascita

La Fondazione Made in Cloter ospita la prima mostra personale italiana dell’artista e musicista. Un’installazione immersiva che intreccia arte, ecologia e spiritualità, trasformando il chiostro di Santa Caterina a Formiello in uno spazio di riflessione sulla vulnerabilità e sulle possibilità di rinascita

Valeria Sermonti

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Fino al 6 marzo 2027, la Fondazione Made in Cloister di Napoli ospita «Jesus as a Girl», la prima mostra personale in Italia di Anohni, artista e musicista britannica naturalizzata statunitense, tra le voci più originali della scena internazionale. Un progetto espositivo concepito come un vero e proprio «artist takeover», nel quale l’artista assume il pieno controllo creativo dello spazio, trasformando il chiostro cinquecentesco di Santa Caterina a Formiello attraverso un’installazione site specific che intreccia scultura, luce, suono e immagini in movimento.

La mostra rappresenta il capitolo conclusivo di «Rinascita», il programma biennale avviato nel 2025 dalla Fondazione Made in Cloister insieme a Nonlineare, iniziativa curatoriale indipendente. Un percorso dedicato alle possibilità di trasformazione in un presente attraversato da crisi ambientali, sociali e culturali, che ha coinvolto artisti internazionali in un dialogo tra arte contemporanea, architettura, memoria e territorio.

Al centro di «Jesus as a Girl» si trovano alcuni dei temi che attraversano da sempre la ricerca di Anohni: ecologia, femminismo, spiritualità, vulnerabilità e rapporto tra esseri umani e mondo naturale. L’artista sviluppa in particolare una riflessione sulla «femminilizzazione delle divinità», idea già affrontata nel progetto «Future Feminism» del 2014. Un immaginario che trova le proprie radici anche nella canzone «Hope Mountain» (2005), dove la resurrezione di una figura divina femminile prefigura il superamento delle tradizionali strutture religiose patriarcali e l’affermazione di nuovi paradigmi spirituali.

Concepita durante il periodo di lavoro a Napoli, l’installazione riunisce sculture, dipinti astratti, testi, materiali di recupero e video. Tra gli elementi centrali figurano l’Angelo della Morte e le immagini notturne di cigni che nuotano, presenze simboliche che evocano la mortalità, la fragilità e la possibilità di trasformazione. Per la prima volta il chiostro sarà completamente oscurato, offrendo ai visitatori un'esperienza immersiva in cui architettura, immagini e suono ridefiniscono la percezione dello spazio.

Il progetto nasce anche dal dialogo con il territorio. Anohni ha lavorato con artigiani locali, collaborando con il produttore Benedikt Terwiel, l’exhibition designer Mariano Cuofano e l'assistente alla produzione Antonio Parrella. Materiali raccolti nelle strade e nei depositi industriali napoletani sono stati trasformati in nuove opere, mentre l'Istituto Statale Polo delle Arti Caselli Palizzi ha contribuito alla realizzazione di maschere in porcellana.

La mostra si inserisce così nella missione della Fondazione Made in Cloister, che promuove l’incontro tra artisti, artigiani e comunità come strumento di rigenerazione urbana. Con «Jesus as a Girl», Anohni costruisce uno spazio di rifugio e contemplazione, invitando il pubblico a interrogarsi sulle trasformazioni ambientali, materiali e spirituali del nostro tempo. Una riflessione che, tra catastrofe e speranza, propone la rinascita non come un ritorno a una condizione originaria, ma come un processo complesso, nel quale perdita e trasformazione diventano parte di una nuova possibilità di convivenza.

Valeria Sermonti, 03 novembre 2026 | © Riproduzione riservata

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