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Elisabetta Benassi, Tools, Metro C, Piazza Venezia. Roma © Metro C

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Elisabetta Benassi, Tools, Metro C, Piazza Venezia. Roma © Metro C

Roma, svelato Tools di Elisabetta Benassi, il nuovo Murales per la Metro C a piazza Venezia

Per il terzo capitolo del progetto «Murales. Arte contemporanea in metro», un omaggio alle mani e agli strumenti di operai e archeologi che stanno ridisegnando il sottosuolo della Capitale. L’iniziativa è promossa dal consorzio guidato da Webuild e Vianini Lavori, impegnato nella realizzazione della Linea C, connettendo infrastrutture, storia, arte e paesaggio urbano

Gianfranco Ferroni

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A Roma, a piazza Venezia, va in scena il nuovo capitolo di «Murales. Arte contemporanea in metro», il progetto d’arte contemporanea in sei puntate promosso dal consorzio guidato da Webuild e Vianini Lavori, con il patrocinio di Roma Capitale e di concerto con le Soprintendenze competenti. Sei artisti, selezionati da un Comitato Scientifico composto da GNAM, Galleria Borghese, MAXXI e Palazzo delle Esposizioni, presentano opere inedite che reinterpretano le trasformazioni urbane in corso e il rapporto tra infrastrutture, storia e futuro della città. Curato da Spazio Taverna e ispirato ai modelli internazionali che coniugano arte e opere pubbliche, il progetto invita a riflettere sull’evoluzione delle città e sul ruolo rigenerativo dei cantieri, riallacciandosi alla lunga tradizione dell’arte murale come narrazione collettiva e civile. La terza installazione, svelata nella giornata di venerdì 5 dicembre, è Tools di Elisabetta Benassi, dedicata al lavoro di maestranze e archeologi impegnati nella costruzione di una Roma moderna: gli «eroi nascosti» impegnati a trasformare la Capitale.

Elisabetta Benassi, Tools, Metro C, Piazza Venezia. Roma © Metro C

Alla cerimonia di svelamento dell’opera hanno partecipato il sindaco di Roma Roberto Gualtieri, Renata Cristina Mazzantini direttrice della Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma e presidente del comitato scientifico del progetto «Murales» e l’artista Elisabetta Benassi, insieme a Pietro Salini, a.d. Webuild, e Vincenzo Onorato, a.d. Vianini Lavori. Presenti inoltre per il consorzio Metro C, Franco Cristini e Fabrizio Paolo Di Paola, rispettivamente presidente ed a.d. della società. Per Salini, «Roma è nata dal lavoro, dalla stratificazione incessante generata da mani, visioni e materiali, che hanno costruito la sua storia millenaria. È questa la forza che l’opera celebra: il lavoro collettivo degli operai e degli archeologi che sta trasformando il sottosuolo per costruire la Roma moderna. Questo cantiere diventa una piattaforma culturale, è la testimonianza visibile di un impegno che va oltre l’ingegneria. Stiamo lavorando per contribuire a dare a questa città infrastrutture essenziali per la mobilità e la connettività. La Linea C è una spina dorsale della città realizzata in condizioni ingegneristiche e archeologiche complesse, che procede anche grazie alla stretta collaborazione tra imprese, istituzioni e comunità, con l’obiettivo comune di rendere Roma sempre più moderna e all’avanguardia». Ai lettori del Giornale dell’Arte, Salini ha anticipato che «le opere, dopo essere state collocate a piazza Venezia, verranno poste in luoghi lontani dal centro storico, d’accordo con il Comune di Roma, creando un museo diffuso nel territorio capitolino».

Nell’opera, Benassi «si è concentrata sulle mani degli operai e degli archeologi del cantiere, fotografate mentre stringono gli strumenti del loro lavoro quotidiano, chiavi inglesi, scalpelli, cavi elettrici, catene, bulloni, spugne, per costruire, ma anche per riportare alla luce reperti preziosi dal passato». Ecco così stabilito un legame simbolico e storico profondo con la città, ispirandosi ai simboli utilizzati per gli Angeli del Bernini su Ponte Sant’Angelo a Roma, «che recano gli strumenti della Passione di Cristo. Come quegli angeli, sette lavoratori del cantiere tengono in mano i loro strumenti di lavoro, unendo sacro e laico, antico e contemporaneo in un’immagine doppia. Se gli strumenti del Bernini raccontano un momento drammatico, quelli rappresentati dall’opera evocano l’epicità del lavoro quotidiano, stringere, serrare, pulire, scalpellare e scavare, celebrando la forza simbolica della creazione e del saper fare». La nuova opera inedita prende il posto di Ci eleviamo sollevando gli altri di Marinella Senatore, a sua volta succeduta a Costellazioni di Roma di Pietro Ruffo, continuando a trasformare i silos del cantiere della Stazione Venezia in una monumentale installazione a cielo aperto.

Marinella Senatore, Ci eleviamo sollevando gli altri, Metro C, Piazza Venezia. Roma © Metro C

Pietro Ruffo, Costellazioni di Roma, Metro C, Piazza Venezia. Roma © Metro C

Gianfranco Ferroni, 06 dicembre 2025 | © Riproduzione riservata

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