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Redazione GdA
Leggi i suoi articoliRoma rafforza la propria posizione nel panorama internazionale delle arti digitali grazie ad Agorà, la piattaforma professionale che precede l'apertura di Videocittà, il Festival della Visione e della Cultura Digitale. L'edizione 2026 ha riunito nella capitale quaranta operatori provenienti da diciannove Paesi dei cinque continenti, chiamati a confrontarsi con studi creativi, aziende e professionisti italiani impegnati nei settori dell'audiovisivo, della media art, delle esperienze immersive e delle nuove tecnologie applicate alla cultura.
L'iniziativa conferma una trasformazione ormai evidente: i festival dedicati alle arti digitali non rappresentano più soltanto appuntamenti espositivi, ma diventano piattaforme di sviluppo industriale e culturale, capaci di favorire collaborazioni internazionali, nuove produzioni e circolazione di competenze. Ad accogliere la delegazione internazionale è stata la sede romana di Filmmaster, partner strategico dell'iniziativa e una delle principali società italiane attive nella produzione di grandi eventi, cerimonie internazionali, live entertainment e branded content.
«Abbiamo deciso di costruire questa partnership perché crediamo che l'incontro tra creatività e arte rappresenti un valore aggiunto», ha spiegato Antonio Abete, CEO di Filmmaster. «Le produzioni internazionali stanno evolvendo sempre più verso esperienze culturali immersive, nelle quali l'arte contemporanea e le tecnologie digitali assumono un ruolo centrale.» Nei due giorni di Agorà, che hanno preceduto l'apertura ufficiale di Videocittà Watercult 2026 al Gazometro di Roma, gli ospiti hanno visitato alcuni dei più importanti studi creativi digitali della città, entrando in contatto diretto con realtà che operano tra progettazione immersiva, visual design, installazioni interattive e produzione audiovisiva.
Secondo Abete, iniziative di questo tipo rappresentano anche uno strumento di internazionalizzazione per l'industria creativa italiana. Filmmaster, che negli ultimi anni ha realizzato progetti internazionali come il Riyadh Noor Festival, considera infatti la promozione degli artisti e dei creativi italiani parte integrante della propria strategia globale. L'edizione 2026 ha inoltre riunito alcuni dei protagonisti più influenti della cultura digitale internazionale. Tra i partecipanti figurano rappresentanti di teamLab, del Barbican Centre di Londra, di Qatar Museums, del festival Sònar+D, di MUTEK e dell'Asia Culture Center, istituzioni che negli ultimi anni hanno contribuito a ridefinire il rapporto tra arte contemporanea, tecnologie immersive e innovazione culturale.
Per Hayat Shamsuddin, Cultural Strategist & Advisor ed ex Senior Vice President Arts & Culture di Expo 2020 Dubai, l'incontro romano rappresenta un'importante occasione di confronto internazionale. «Venire in Italia, incontrare artisti provenienti da tutto il mondo e conoscere le eccellenze della creatività italiana è stata un'esperienza estremamente stimolante», ha dichiarato. L'iniziativa evidenzia come la competizione internazionale nel settore culturale si giochi sempre più sulla capacità di costruire ecosistemi nei quali festival, imprese creative, istituzioni museali e innovazione tecnologica dialogano stabilmente. In questo scenario, Videocittà amplia il proprio ruolo oltre la dimensione festivaliera, proponendosi come piattaforma di connessione tra produzione artistica, ricerca tecnologica e industrie culturali. La presenza a Roma di alcuni dei principali operatori globali della media art conferma inoltre la crescente centralità delle arti digitali all'interno del sistema culturale internazionale, dove installazioni immersive, intelligenza artificiale, ambienti interattivi e nuove forme audiovisive stanno progressivamente ridefinendo linguaggi, modelli produttivi e modalità di fruizione dell'arte contemporanea.
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