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Pierre de Nolac
Leggi i suoi articoliLe reliquie del corpo di San Camillo de Lellis (Bucchianico, 1550-Roma, 1614), fondatore dell’Ordine dei Ministri degli Infermi, tornano nella chiesa madre dell’Ordine, Santa Maria Maddalena in Campo Marzio, a Roma. Un evento che nasce dalla volontà di trasformare una necessità, ovvero la traslazione del corpo del santo a Bucchianico, avvenuta nel mese di marzo 2025 in occasione dei lavori di restauro della Chiesa della Maddalena, in un’opportunità per tutti i fedeli.
Si tratta di un edificio religioso situato a pochi passi dal Pantheon, dedicato alla Maria Maddalena del Vangelo: sorta su una cappella del Trecento, Santa Maria Maddalena, la chiesa nazionale degli abruzzesi, viene affidata nel 1586 a San Camillo de Lellis come sede per l’ordine da lui fondato. Nella prima metà del Seicento i Camilliani decidono di ampliare la piazza antistante e di riedificare la chiesa: i lavori si protraggono per quasi un secolo, con la realizzazione della cupola e della volta da parte di Carlo Fontana nel 1673, e con il completamento della facciata di Giuseppe Sardi nel 1735, un classico esempio di stile rococò, poco usuale per gli edifici religiosi romani. Concava e interamente decorata a stucchi, con le statue raffiguranti San Camillo de Lellis e San Filippo Neri nella parte inferiore, Santa Maria Maddalena e Santa Marta in quella superiore, l’opera fu però ampiamente criticata dai contemporanei che non seppero valutare la sua grazia e la sua originalità e la soprannominarono «chiesa di zucchero».
L’interno è costituito da una sola navata di forma ellittica con cappelle ai lati, transetto e una profonda abside che si integrano perfettamente con le più tarde decorazioni rococò. Sulla controfacciata si trova un magnifico organo di legno intagliato, decorato con figure di stucco e oro, e risalente al Settecento. Un gioiello a sé è la sagrestia, tra le più belle di Roma, un esempio unico di barocchetto romano realizzato tra il 1738 e il 1741, con il mobilio originario dipinto a finti marmi e gli affreschi di Girolamo Pesci sulla volta. La chiesa è nota anche per un miracolo legato a una statua in legno policromo di Maria Maddalena del Quattrocento: durante la rovinosa piena del Tevere del 24 dicembre 1598, la statua fu vista spostarsi galleggiando da una cappella laterale fino all’altare maggiore, sul quale si fermò al sicuro. Fino alla fine dell’Ottocento, inoltre, in occasione della ricorrenza della morte del Santo, i romani si recavano nella chiesa per ricevere una speciale acqua benedetta, contenente una piccola quantità di polvere proveniente dalla tomba, ritenuto un rimedio contro ogni genere di male.
Fino al 22 novembre le reliquie saranno traslate nella Chiesa della Maddalena, sostando in alcuni luoghi significativi per la fede e per la carità della diocesi e della città di Roma, particolarmente significativi per la vita del Santo, per la storia dell’Ordine e per il ministero attuale dei religiosi camilliani: venerdì 6 novembre le reliquie apriranno la strada per il pellegrinaggio a piedi, lungo le strade del centro di Roma. Le stesse vie che quattro secoli fa san Camillo percorreva verso l’ospedale di Santo Spirito in Sassia, dove per 29 anni, con i primi compagni, ha accolto poveri e curato malati. Di seguito le reliquie del Santo sosteranno dal 6 all’8 novembre presso l’ospedale di Santo Spirito in Sassia, dall’8 al 12 novembre presso la Basilica di San Camillo in via Sallustiana, dal 12 al 15 novembre, presso la cappella dell’ospedale di San Giovanni al Laterano, dal 17 al 21 novembre, presso la cappella dell’ospedale San Camillo.
Pierre de Nolac
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