Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine
Jenny Dogliani
Leggi i suoi articoliIl tema di Artissima 2026, Fancy: A Flexible, Acrobatic Body, prende le mosse da un’immagine di Martha C. Nussbaum: la fantasia come facoltà capace di proiettarsi in avanti e assumere, attraverso l’arte, un corpo flessibile e acrobatico. Non una fuga dalla realtà, ma uno strumento per immaginare ciò che ancora non esiste. È da questa idea che prende forma Road to Artissima, la serie di dialoghi con alcune delle gallerie che parteciperanno alla 33ma edizione della fiera, ispirati al pensiero visionario di Martha C. Nussbaum e alla forza dell’immaginazione come esercizio civico e democratico. Generazioni, geografie e modelli differenti per interrogare una professione che oggi richiede forse più che mai capacità di adattamento senza rinunciare alla propria identità: che cosa significa essere galleristi, continuare a investire nella ricerca e immaginare il futuro del mercato dell’arte?
La parola a Luigi Fassi, Direttore di Artissma.
Fancy: A Flexible, Acrobatic Body nasce da Martha C. Nussbaum e dall’idea dell’immaginazione come capacità di proiettarsi verso ciò che ancora non esiste. Perché questa capacità le sembra particolarmente necessaria oggi, e perché affidarla all’arte?
La fancy è la capacità acrobatica di sollevarci oltre i limiti ristretti della nostra quotidianità, di immaginare possibilità ancora in divenire e sottrarci alla dittatura della semplificazione. Per Nussbam l’arte è dunque una forma di pensiero necessaria e cruciale, perché stimola quelle potenzialità dell'immaginazione che sono essenziali al cittadino del mondo e ci consentono di riconoscere la complessità della vita. Solo attraverso il nutrimento simpatetico dell’arte possiamo avvicinarci a esperienze diverse dalla nostra, trasformando l’immaginazione da facoltà individuale a risorsa pubblica. Ecco perché per Nussbaum anche le istituzioni dovrebbero essere permeate dalle intuizioni dell’immaginazione e della sua forza acrobatica. Il suo messaggio etico e politico è netto: se rinunciamo alla fancy, rinunciamo a noi stessi e all’eguaglianza democratica delle nostre società.
Flessibilità e acrobazia sono anche condizioni molto concrete del sistema dell’arte. Quanto il tema di quest’anno racconta, oltre all’arte, il momento che stanno vivendo le gli artisti e le gallerie?
Oggi le gallerie sono chiamate a una capacità continua di adattamento, attraverso scenari radicalmente mutevoli e imprevedibili. L’acrobatismo dell’immaginazione, della fancy, di cui parla Nussbaum, è precisamente la capacità di attraversare la complessità del proprio tempo mantenendo lo sguardo verso una forma concreta di visione e progetto.
Ai galleristi di Road to Artissima chiediamo come riescano a tenere insieme visione, ricerca, mercato e sostenibilità economica senza perdere la propria identità. E il direttore di una fiera come ci riesce?
Una fiera è fatta di economie molto concrete, e queste si nutrono di fiducia e attenzione sartoriale costante. Personalmente metto al centro del mio lavoro il senso maturo delle relazioni, perché Artissima vive della fiducia costruita nel corso degli anni con le gallerie, gli artisti, i collezionisti e le istituzioni. È da questa ricchezza di relazioni che possono nascere insieme qualità culturale, continuità economica e capacità di innovare rivolta al futuro. Dirigere Artissima per me significa soprattutto rinnovare continuamente questo equilibrio, ciò che rende la Fiera un’istituzione sempre rivolta al prossimo futuro.
Chiediamo anche a lei un esercizio acrobatico d’immaginazione: come immagina Artissima nel futuro?
La immagino come un luogo di intelligenza in continua espansione, dove si esca diversi da come si è entrati e dove le gallerie trovino sempre il valore aggiunto di nuove relazioni.
Jenny Dogliani
Leggi i suoi articoliAltri articoli dell'autore
Sarà all’Oval dal 30 ottobre all’1 novembre con 183 gallerie, 66 progetti monografici e 37 debutti. Dedicata alla capacità dell’arte di allenare l’immaginazione, ha tra le sue le novità il progetto Curators’ Choice, due nuovi premi e una presenza rafforzata del Ministero della Cultura
Dal Centro Pecci al sistema dell’arte contemporanea toscana, una conversazione alla scoperta di un modello fatto di istituzioni culturali, manifattura, mercato e collezionismo in una regione chiave della cultura italiana, dove l’arte ha ancora il potere di trasformare vite e città
Dai Dardanelli al Monte Ida, dalle città della Troade alle isole dell’Egeo: fortezze, rovine, foreste e vigneti lungo le rotte che per millenni hanno unito Mar Egeo, Mar di Marmara e Mar Nero
A cinquant’anni dall’uscita di «Novecento», la mostra «CinquantaNovecento» trasforma le fotografie di scena di Angelo Novi in nuovi mosaici e ready-made Polaroid firmati da Maurizio Galimberti. Un omaggio a Bernardo Bertolucci che intreccia cinema, fotografia e memoria nei luoghi simbolo del film



