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Roberta Bosco
Leggi i suoi articoliSi è concluso il restauro del grande tappeto creato da Joan Miró nel 1979 per la sua fondazione aperta quattro anni prima. Quasi una tonnellata di peso, oltre 7 metri di lunghezza e 5 di larghezza, è intessuto con juta, canapa, cotone e lana a colori vivaci.
Si tratta di uno dei 5 tappeti creati dall’artista insieme al tessitore di Tarragona Josep Royo, che per realizzarli costruì appositi telai. Il più grande (11x6 m) è conservato alla National Gallery of Art di Washington, uno di pari dimensioni (il primo nato dalla collaborazione tra Miró e Royo) si trovava nel vestibolo del World Trade Center di New York prima di essere distrutto l’11 settembre 2001, insieme a opere di Calder e Lichtenstein.
L’intervento conservativo sul tappeto, il primo in 40 anni, è avvenuto «in diretta». Per rendere possibile lo spostamento del manufatto a centro sala e l’intervento sul retro ha spiegato il direttore della Fundació Miró Marko Daniel, si è resa necessaria «una vera e propria opera d’ingegneria».
Finché l’opera non è tornata al suo posto su una parete si è così avverato il desiderio di Miró, che avrebbe voluto presentare il tappeto come una scultura da ammirare a tutto tondo. Il restauro è stato uno degli eventi clou della nuova stagione della Fundació Miró, una stagione sottotono condizionata da un deficit di quasi un milione di euro che ha già portato a sette licenziamenti.
Il tappeto creato da Joan Miró nel 1979 per la sua fondazione (particolare). Foto di Pere Pratdesaba
Roberta Bosco
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