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Carolina Trupiano Kowalczyk
Leggi i suoi articoliTra fine giugno e inizio luglio si svolge una settimana cruciale per il mondo degli Old Masters Drawings and Works on Paper, durante la quale si riuniscono specialisti, dealer, ricercatori di opere inedite, curatori di musei e collezioni, insieme a tutti gli interessati del settore. Durante la London Classic Week l’atmosfera è vibrante: il tempo scorre velocissimo e sembra impossibile riuscire a vedere tutto, tra esposizioni in gallerie e case d’asta che selezionano i migliori lavori su carta presenti sul mercato internazionale, accostandoli a dipinti, gemme, sculture e manoscritti. Quest’anno l’atmosfera era la stessa, ma l’andamento del mercato ha subito strane variazioni, com’è apparso evidente nell’asta Sotheby’s del 1 luglio, «Master Works on Paper from Five Centuries».
Tra la raffinata selezione di opere antiche, il disegno inedito di Joachim Anthonisz Wtewael (1566-1638), «Senza Cerere e Bacco, Venere ha freddo», soggetto fortemente carico di erotismo, rappresenta una rarità del celebre manierista olandese e traduce il proverbio latino tratto da Terenzio. L’elegante tecnica abbina finissime linee a pietra nera e rossa a un’energia sorprendente e vigorosa, ulteriormente enfatizzata dall’uso deciso dei rialzi di biacca. La scoperta e la pubblicazione del foglio costituiscono un significativo progresso nella conoscenza dell’attività di disegnatore di Wtewael, per il quale da tempo si auspica la realizzazione di un catalogo ragionato dei disegni. È proprio questa lacuna negli studi che ha, con ogni probabilità, alimentato i dubbi sull’opera che, presentata con una stima tra le 40 e le 60mila sterline, è rimasta invenduta. Un episodio che conferma ancora una volta quanto la produzione di monografie scientifiche complete sia fondamentale tanto per gli studi quanto per il mercato.
Il lotto di punta era lo straordinario «Autoritratto» di Sir Peter Lely (1618-80), firmato «PLely. fe. on H.». Di imponenti dimensioni e realizzato con una raffinatissima tecnica a gessetti colorati, condotto con ritmica sicurezza e impreziosito da lumeggiature di biacca a conferire morbidezza, il foglio è definito dal tratto sottilissimo e incisivo della punta di gesso, capace di descrivere con minuzia l’espressività e la gestualità del giovane Lely, elegantemente vestito, con i capelli lunghi, le labbra rosate e uno sguardo sicuro e penetrante rivolto verso l’osservatore. Si tratta di uno dei più coinvolgenti capolavori del suo corpus. Appartenuto alla famiglia dell’artista fino al 2016, è stato proposto in vendita per la seconda volta nella sua storia. La valutazione, compresa tra le 800mila e 1 milione e 200mila sterline, deve aver frenato gli amanti del ritratto in sala, ma è stato venduto subito dopo l’asta.
Il grande foglio «Pope Pius VI at the Ceremony of the “Papal Chapel of the Annunciation” on 25 March 1784» di Louis-Jean Desprez (1743-1804), eseguito con un’ambiziosa combinazione di tecniche, raffigura papa Pio VI con i membri della Confraternita dell’Annunciazione mentre benedice le elemosine e i doni destinati alle fanciulle prossime a prendere i voti. Eccezionale testimonianza storica e religiosa, presenta la particolarità di non essere ambientato nella sua sede reale, Santa Maria sopra Minerva, bensì nella Chiesa di San Luigi dei Francesi. Una rielaborazione dovuta ai rapporti di re Gustavo III di Svezia con la Francia e alla sua amicizia con il cardinale François-Joachim de Pierre de Bernis (1715-94), ambasciatore di Francia presso la Santa Sede. Il foglio ha superato di poco la stima minima, raggiungendo 51mila sterline.
Louis-Jean Desprez, «Papa Pio Vi e la cerimonia alla Cappella Papale dell’Annunciazione il 25 Marzo 1784», Collezione privata. Courtesy Sothesby’s
Il connubio tra Venezia e Richard Parkes Bonington (1802-28) non poteva che ottenere successo. L’acquarello «The Grand Canal, Venice, with the Rialto Bridge in the distance», suggestivo nella resa del Canal Grande, animato da imbarcazioni mercantili e gondole, con i palazzi avvolti in un’atmosfera sospesa sotto un cielo che preannuncia la tempesta, ha raggiunto le 256mila sterline.
Così come il nome di J.W.M. Turner (1775-1851) non smentisce mai le aspettative: il gioiello in miniatura «The Glasshouse with Armorial Window, Farnley Hall, Yorkshire», dal raffinato effetto pittorico, ha triplicato la stima, ottenendo 61.440 sterline.
Ventiquattro ore dopo da Christie’s si è tenuta la vendita «Lines of Vision: Celebrating 20 Years of Stephen Ongpin Fine Art», dispersione di 99 lotti provenienti dalla collezione personale e dallo stock di Stephen Ongpin, noto mercante di disegni antichi e moderni con sede all’82 Park Street, London. La selezione comprendeva opere dal Rinascimento al Novecento, ma sono state soprattutto queste ultime a decretare il successo della vendita, che ha totalizzato oltre 2,51 milioni di sterline, con il 41% dei lotti aggiudicati oltre la stima alta. L’affascinante acrilico su carta «Untitled» di Helen Frankenthaler (1928-2011) ha realizzato 82.550 sterline, partendo da una stima tra le 30 e le 50mila. Il lineare «Le Peintre et son modèle», eseguito a penna e gesso bianco il 30 giugno 1970, nel quale Picasso si rappresenta come creatore e voyeur, colto nell’atto di dipingere una modella nuda addormentata, è stato aggiudicato per 508mila sterline, a fronte di una stima tra le 120 e le 180mila.
Ugualmente, l’acquarello di straordinaria luminosità di Turner, «The Lauerzersee with the Ruins of Schwanau and the Mythen, Switzerland», realizzato ai piedi dei versanti orientali del Rigi, è stato aggiudicato per 482mila sterline, anche grazie alla provenienza accuratamente documentata che risale direttamente all’artista. Sofisticata la scena del nostro artista friulano G.B. Bison (1762-1844): «Un’elegante coppia in maschera al caffè», eseguita ad acquerelli colorati, che ha duplicato la stima minima raggiungendo 12mila sterline. L’opera proviene dalla collezione del conte Antoine Seilern (1901-78), che riunì una raccolta grafica di eccezionale qualità, in parte donata alla Courtauld Gallery di Londra. E ancora, l’acquarello orientalista «An Arab Warrior Mounted on a Horse», realizzato da Edwin Lord Weeks durante il viaggio del 1871 tra Marocco, Egitto, Palestina e Siria, ha triplicato la stima con 35mila sterline.
Lo studio del veneziano Gaspare Diziani (1689-1767), «L’Assunzione della Vergine» (recto), «Studio di nudo maschile» (verso), caratterizzato dalla vivida resa della pietra rossa e dell’acquarello, è stato aggiudicato al di sotto della stima, a 4.826 sterline contro una valutazione di 7-10mila. «Il Paesaggio costiero con galea» di Remigio Cantagallina (1582-1635), datato 1609, ha appena superato la stima minima raggiungendo le 3.500 sterline, mentre il raro grande foglio realizzato da Théodore Caruelle d’Aligny (1798-1871) durante il viaggio in Italia del 1843, «Veduta del Monastero e Santuario de La Verna, Toscana» si è fermato a 6.350 sterline.
Nei due eventi, per concetto e selezione molto differenti tra loro, si è affermata la medesima tendenza. Premiati i nomi noti e le autografie certe del periodo più recente dell’arte moderna europea, di più immediata comprensione, protagonisti di appassionate sfide; penalizzata (fortunatamente non sempre) la nicchia antica, dove c’è da capire, scoprire, analizzare.
Il disegno antico necessita di maggiore conoscenza, deve essere sostenuto da ricerche e provenienze solide, senza tralasciare l’attenzione alla competitività e a focus eruditi anche quando appaiono divulgativi.
Joseph Mallord William Turner, «La serra con decorazione a stemma araldico, Farnley Hall, Yorkshire», 1818 ca., Collezione privata. Courtesy Sothesby’s
Carolina Trupiano Kowalczyk
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