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«La cultura è una risorsa viva e fruirne incide positivamente sul benessere del singolo individuo»

Foto Flickr/Bruno Cordioli

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«La cultura è una risorsa viva e fruirne incide positivamente sul benessere del singolo individuo»

Foto Flickr/Bruno Cordioli

Protocollo d’intesa tra MiC e Ministero della Salute sulla prescrizione dell’arte come terapia

A promuoverlo il sottosegretario alla Cultura Lucia Borgonzoni: «Cominceremo dal coinvolgimento di persone affette da patologie neurodegenerative o che soffrono di stati depressivi»   

Guglielmo Gigliotti

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L’arte fa bene. Lo sa bene Lucia Borgonzoni, Sottosegretario alla Cultura, intervenuta giovedì 5 febbraio alla Conferenza Stato-Regioni per l’informativa sullo schema di Protocollo d’intesa tra Ministero della Cultura e Ministero della Salute in materia di prescrizione dell’arte che cura. «Le opere d’arte, quelle letterarie e cinematografiche, la musica, gli spettacoli teatrali, le attività nei musei e quelle nei parchi archeologici: la cultura è una risorsa viva e fruirne incide positivamente sul benessere del singolo individuo, con effetti concreti dimostrati in termini di miglioramento della qualità della vita», dichiara l’onorevole Borgonzoni, che riguardo al Protocollo interministeriale, specifica: «Finalmente, l’Italia si doterà di uno strumento che, a partire dalle tantissime iniziative intraprese finora sul territorio nazionale, che con l’istituzione di un Tavolo tecnico censiremo per farne tesoro e costruire modelli replicabili su più ampia scala, saprà riconoscere alla cultura anche la capacità di affiancarsi alle cure mediche come strumento terapeutico». 

È un tema che il sottosegretario Borgonzoni sviluppa sin dal 2018, fino all’importante appuntamento di giugno 2025, presso il Collegio Romano, sede del MiC, che ha visto l’apertura di un confronto fra istituzioni, mondo sanitario, università, operatori culturali e Terzo Settore. «L’obiettivo, secondo l’onorevole, è ora arrivare a dati univoci, e non più a macchia di leopardo, sull’efficacia della fruizione della bellezza e alla prescrizione sociale (culturale) anche in Italia, a cominciare dal coinvolgimento di persone affette da patologie come quelle neurodegenerative o che soffrono di stati depressivi». Perché «la bellezza non solo cura, ma aiuta a combattere solitudine e sedentarietà». 

È l’antica medicina dell’arte.

 

Guglielmo Gigliotti, 06 febbraio 2026 | © Riproduzione riservata

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