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Carlotta Venegoni
Leggi i suoi articoliLa fascinosa Elisabetta Sirani entra nella collana dei «Fatterelli bolognesi», un progetto di Minerva Edizioni nato sotto la direzione di Tiziana Roversi per avvicinare i più giovani alla storia di Bologna in modo vivo e narrativo. Si tratta di piccoli libri, in cui episodi del passato cittadino sono raccontati come brevi storie, con personaggi, situazioni e atmosfere capaci di parlare alla fantasia del lettore. La dimensione è quella del racconto vero: alla base vi sono fatti documentati, luoghi riconoscibili e figure realmente esistite, restituiti però con un linguaggio coinvolgente.
Il trentaseiesimo «Fatterello», scritto da Paola Goretti, si concentra sulla figura umana e professionale di Elisabetta Sirani (Bologna, 1638-65), per la prima volta raccontata ai bambini, riconoscendole un ruolo emblematico nella memoria di Bologna e assumendola come figura simbolo di talento femminile precoce, successo professionale e identità cittadina.
Il libro si propone come mediatore tra la più recente ricerca storico artistica su Sirani e un pubblico tra i 6 e gli 11 anni con l’obiettivo dichiarato di restituire una giovane favolosa capace di parlare alle generazioni di oggi. L’autrice narra in prima persona attraverso la voce di Carlo Cesare Malvasia, principale biografo, sostenitore e patrono di Elisabetta, nonché mediatore fondamentale della sua fortuna critica. Adotta così un registro ibrido, a metà tra biografia romanzata e racconto di invenzione, in cui i dati storici essenziali si incastonano in una trama dal taglio quasi fiabesco, come suggerisce il titolo Sirena Sirani. La figura di Elisabetta emerge come protagonista assoluta: l’accento cade sulla precocità del talento, ricordando come, ventenne, firmi già un dipinto riconosciuto come capolavoro, e sulla rapidità della sua affermazione, con una produzione che sfiora i duecento dipinti in appena un decennio di attività.
Non mancarono le malelingue, all’epoca: come poteva una donna, per giunta così giovane, essere tanto talentuosa? Era davvero lei a dipingere? Sirani risponde con il suo Diario, avviato a diciassette anni, in cui annota ogni quadro eseguito, indicando soggetto, formato e nome del committente, quasi a voler zittire ogni malpensante. «Eroine del passato, figure bibliche, donne vittoriose» rivivono nei suoi dipinti, mentre lei viaggia nel tempo, o con la fantasia, pur senza poter attraversare i mari «come una sirena».
Famosissima a ventidue anni, riceve l’illustre titolo di Pittora e Professoressa di Disegno conferito dall’Accademia di San Luca di Roma, città in cui però non riuscì, o meglio non le fu concesso dal padre, di recarsi. Ciò non ne arresta l’originalità: nella casa di famiglia fonda la sua Accademia, una vera e propria scuola di pittura per donne, la prima al mondo.
La prosa scorrevole e il lessico accessibile, ma non banale, anzi lievemente arcaico, poetico e infiorettato, come riconosce il narratore Malvasia, funzionano da chiave d’accesso per il lettore, chiamato a identificarsi in una giovane donna che, nel Seicento, riesce ad affermarsi come professionista autonoma dell’arte. Le illustrazioni di Sara Colaone svolgono una funzione di mediazione visiva, traducendo in segni contemporanei la figura di Sirani e il suo ambiente.
In concomitanza con la Bologna Children’s Book Fair (a BolognaFiere dal 13 al 16 aprile 2026), la Pinacoteca Nazionale di Bologna ospiterà, il 19 aprile, alle 17:00, la presentazione ufficiale del volume, con l’intervento di Massimo Pulini, uno dei principali studiosi di Elisabetta Sirani. Contemporaneamente, nelle sale del museo, bambine e bambini parteciperanno a un laboratorio dedicato alla scoperta delle opere della pittrice. Ingresso gratuito su prenotazione: mn-bo.prenotazioni@cultura.gov.it
Sirena Sirani. Elisabetta, la giovane favolosa, di Paola Goretti, illustrazioni di Sara Colaone, 85 pp., Minerva, Bologna 2026, €12
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