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Sophie Seydoux
Leggi i suoi articoliCi sono oggetti che travalicano la propria funzione originaria e finiscono per assumere il valore di documenti storici. Accade con il pallone dei Mondiali di Spagna 1982 firmato dall’intera Nazionale italiana campione del mondo, che da oggi entra nel percorso della mostra «Pertini. L’arte della democrazia», allestita all’M9 – Museo del ’900 di Mestre fino al 31 agosto.
Il cimelio, proveniente dal Museo del Calcio di Coverciano, aggiunge un tassello significativo alla narrazione dedicata a Sandro Pertini, una delle figure politiche più popolari e riconoscibili della storia repubblicana. Il legame tra il Presidente della Repubblica e quella vittoria sportiva appartiene infatti all’immaginario collettivo italiano: dall’esultanza nella tribuna del Santiago Bernabéu durante la finale contro la Germania Ovest fino alla celebre partita a scopone giocata sull’aereo presidenziale insieme a Dino Zoff, Enzo Bearzot e Franco Causio durante il viaggio di ritorno.
L’arrivo del pallone in mostra assume una particolare risonanza nel momento in cui il calcio italiano continua a confrontarsi con una stagione complessa sul piano internazionale. A pochi giorni dall’avvio dei Mondiali 2026, il ricordo dell’impresa guidata da Paolo Rossi e Bearzot riporta al centro una delle pagine più condivise della memoria pubblica del Paese. L’esposizione dell’oggetto non rappresenta soltanto un omaggio sportivo. Inserito accanto a documenti, fotografie e materiali audiovisivi dedicati a Pertini, il pallone contribuisce a raccontare il rapporto tra politica, comunicazione e costruzione dell’identità nazionale negli anni Ottanta. La vittoria del Mundial fu infatti molto più di un successo agonistico: divenne un momento di coesione collettiva capace di attraversare appartenenze politiche, differenze territoriali e generazioni.
La mostra, curata attorno alla figura del cosiddetto “Presidente degli italiani”, trova così un ulteriore elemento di connessione con la cultura popolare. Pertini seppe interpretare un ruolo istituzionale fortemente radicato nella società civile e proprio il Mundial del 1982 contribuì a consolidarne l’immagine pubblica. Le fotografie della sua esultanza, diffuse in tutto il mondo, restano ancora oggi tra le immagini simbolo della Presidenza della Repubblica nel secondo dopoguerra. Ad accompagnare il nuovo allestimento sarà anche un programma di approfondimenti. Il 24 giugno, nell’Auditorium del museo, il giornalista e scrittore Umberto Zane terrà l’incontro «Pertini, gli azzurri e il sogno Mundial», dedicato alla ricostruzione di quella stagione che contribuì a trasformare una vittoria sportiva in un fenomeno culturale e sociale. A oltre quarant’anni di distanza, il pallone firmato dai campioni del mondo continua così a raccontare qualcosa che va oltre il calcio. Racconta un momento in cui sport, politica e sentimento collettivo riuscirono a convergere in un’unica immagine, entrata stabilmente nella memoria della Repubblica italiana.
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